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IMPIANTI AUDIO
IMPIANTI AUDIO COMPLETI DELLA REDAZIONE


DATA PUBBLICAZIONE
01/08/2007

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L'impianto in
multiamplificazione attiva con i diffusori The Music Dream Reference System III, con caratteristiche uniche rispetto agli altri impianti utilizzate dalle redazioni delle riviste audio specializzate. 

MULTIAMPLIFICAZIONE ATTIVA, LA VIA PER LA RIPROPOSIZIONE DELLA REALTA'

Finalmente dopo 3 anni di attesa ho potuto montare il mio impianto nella nuova sala di ascolto, appositamente realizzata per accogliere il mio sistema di diffusione del suono. Ovviamente ne ho approfittato per apportare rinnovamenti, miglioramenti, sostituzioni e sperimentare nuovamente vecchie idee per una loro verifica sul campo.

Sulla genesi del mio impianto, si può fare una idea leggendo interamente HI-FIGUIDE.
Per cui riassumo sinteticamente le mie idee. Per la costituzione del mio impianto audio ho seguito un itinerario tortuoso e difficile. A ciò sono giunto lentamente negli anni, non aiutato dalle classiche rivista audio e dopo una lunga serie di studi e confronti con il suono degli strumenti musicali e le esecuzioni dal vivo.
Nell'ascolto diretto del suono degli strumenti musicali e delle orchestre sinfoniche, ho dedotto che l'impianto di riproduzione deve per prima cosa
possedere una ampia risposta in frequenza, non solo per riprodurre qualsiasi strumento musicale con bassa distorsione ma soprattutto per avere una maggiore coerenza di emissione in tutto l'arco di frequenze udibili.
Ne consegue che l'anello debole della catena audio sono soprattutto i diffusori. Perché proprio questi? Perché se ci fate attenzione, difficilmente troverete delle elettroniche audio le cui prestazioni tecniche siano inferiori ai canonici 20-20.000 Hertz. I diffusori invece, no! A parte le caratteristiche tecniche mendaci e fantasiose, spesso le prestazioni dei diffusori, specialmente in gamma bassa, sono nettamente inferiori a quanto dichiarato. La mancanza o non corretta riproduzione delle basse frequenze genera una alterazione della timbrica degli strumenti musicali, rendendoli irriconoscibili o confondibili con altri strumenti simili. Anche le voci subiscono un loro impoverimento e alterazioni a causa della mancata o alterata riproduzione degli armonici presenti nelle basse frequenze.
In tutto ciò risiede l'origine della linea editoriale di questa rivista: i
diffusori quale fulcro su cui ruota la costituzione di un impianto audio di alta qualità, per il raggiungimento di prestazioni sonore paragonabili al suono reale. Per conseguenza si ha il declassamento dei minidiffusori a componenti non hifi, a causa della loro limitata risposta in frequenza e dinamica. C'è sempre qualcuno che prova a contrastare questa teoria, ma inutilmente: di fronte alla verità dei fatti, nulla è possibile.

Sia ben chiaro che non sono un appassionato dei
concerti per elicotteri e mortaio; nemmeno amo i concerti per fruscio di foglie… Mi piace tutta la buona musica e quando avevo l'attuale età media degli internauti, non ascoltavo i Duran Duran, ma Handel. L'alta fedeltà passa attraverso la estensione della risposta in frequenza, altrimenti siamo nel settore dell'audio del PC o di quello dei televisori o dei radioloni portatili. Ciò non significa che occorrono sistemi di diffusione del suono giganteschi per ascoltare della buona musica: i miei diffusori sono un eccesso, uno strumento di misura per verificare fin dove sia attualmente possibile arrivare. Ma se pensate che i minidiffusori siano adatti per ascoltare bene, state prendendo una grossa cantonata e sin quando siete degli sprovveduti, pazienza: è sempre possibile rimediare regalando i mini alla nipotina in modo da inserirli nel salotto di Barbie.
Per godere appieno della Musica, occorrono diffusori dalle giuste dimensioni e correttamente progettati, come quelli elencati nello S/M o quelli indicati nella sezione Impianti Audio Completi. Se poi amate i miglioramenti, l'inserimento del subwoofer attivo spesso produce effetti maggiori della sostituzione dei diffusori principali come testimoniato in due recenti occasioni con riferimento agli impianti di Antonio Cotzia e Giacomo Pischedda.

Estensione della risposta in frequenza (
ampia banda passante), constatazione dell'esistenza delle basse frequenze quale generatrici di tutti gli armonici responsabili del timbro degli strumenti musicali e delle voci e della spazialità dell'evento sonoro, la conoscenza del suono degli strumenti musicali, sono i punti cardine su cui ruota il concetto di alta fedeltà esoterica.
Esistono però altri fattori che contribuiscono alla restituzione di un maggiore senso di realismo.
A questo scopo, tra i diversi aspetti, ho privilegiato la strada della
multiamplificazione attiva con l'inserimento del crossover elettronico. Ciò contribuisce a rendere il mio impianto differente tra quelli esistenti presso le diverse redazioni delle riviste audio specializzate a livello mondiale.

Tanti altri fattori saranno descritti più avanti, ma consiglio per maggiori approfondimenti, la lettura attenta di appositi articoli realizzati sui diversi argomenti trattati.

LE SORGENTI
Alla luce di quanto prima detto è chiaro che la teoria della supremazia della sorgente non ha motivo di esistere. Questa afferma che in mancanza di una buona sorgente (analogica o digitale), il suono sarà sempre di brutta qualità. Da questo punto di vista questa teoria ha un fondamento di verità. Ma analizzandola attentamente ci si renderà conto che non è perfetta. Che succede, ad esempio, quando si ascolta una sorgente di alta qualità tramite dei diffusori dotati di scarsa ampiezza di banda? La risposta è semplice: la qualità della sorgente sarà mortificata dalle limitazioni dei diffusori. Ad esempio se la sorgente è in grado di fornire prestazioni eccezionali in gamma bassissima o capace di rendere veritieri gli strumenti e le voci, con un diffusore dalla limitata risposta in frequenza, tutto ciò sarà nascosto.
Ma nell'ipostesi contraria? Semplice: il suono sarebbe corretto, preciso e soprattutto naturale. Ciò a causa del fatto che le differenze tra due sorgenti di costo doppio sono nettamente minori rispetto alle differenze esibite da due diffusori di cui uno a limitata ampiezza. Mentre una buona sorgente avrebbe un prezzo di acquisto abbordabile, un buon diffusore costa molto; per cui meglio spendere decisamente di più per i diffusori, componenti la cui involuzione è lenta e non rapidissima come avviene, ad esempio, nei lettori digitali.

Il parco sorgenti non è, quindi, composto da prodotti dal consto spropositato. Mandato in pensione per vecchiaia i vecchi lettori digitali, attualmente utilizzo come sorgente i seguenti componenti.

La
sorgente analogica è costituita dal giradischi J. A. Michell Reference Hidraulic Transcription Turntable, erroneamente definito "Transcriptor" nella precedente scheda. Il braccio è il celebre SME 3009 III S. I fonorivelatori sono due, entrambi moving coil (bobina mobile): la celeberrima Fidelity Research FR 1 mk II e la più recente Sumiko Alchemist II B.

Il
giradischi Michell Transcription è un bellissimo oggetto tuttora perfettamente funzionante. Negli anni Settanta era un modello intermedio tra il Prisma e l'economico Transcriptor. Un esemplare similare lo troverete esposto al museo d'arte

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Il celebre giradischi
J. A. Michell Reference Hidraulic Transcription Turntable, von braccio SME 3009 III S e testina Sumiko Alchemist II B con stabilizzatore centrale Thorens.

moderna di New York.
E' dotato di due balestre anteriori regolabili dall'efficace effetto smorzante. Posteriormente si trovano altre due balestre fisse. Il perno è in bagno di olio di silicone la cui quantità e smorzamento sono regolabili.
L'LP appoggia su dei piastrini dorati aventi una duplice funzione: da un lato minimizzare le vibrazioni e le risonanze del piatto senza aumentarne troppo la massa; dall'altro, quello di minimizzare il contatto tra LP ed il piatto. Una teoria quest'ultima che all'epoca era valida, ma poi tramontata con l'avvento del Michell Gyrodeck di cui ho posseduto la seconda versione per qualche


(Continua a pagina 2)

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