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DATA PUBBLICAZIONE
01/08/2007

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Il finale Beard P35 II è legato alla scoperta di HFG in quanto chi me lo ha venduto scriveva che gli era stato riconosciuto lo "Standard Minimo".

(Continua da pagina 2)

sembrano appena usciti da una lunga malattia.

FINALE DI POTENZA
Si tratta di un vecchio Beard P35 mk II, rivalvolato National e Philips Miniwatt, da oltre 20 Kg di peso ed appena 35 watt in classe A per canale. E' veramente sovradimensionato, nel senso che il numero di valvole EL84 utilizzate e le caratteristiche dell'alimentazione sarebbero sufficienti per una potenza più o meno doppia. Ciò va a beneficio della bassa distorsione e delle inaspettate capacità di pilotaggio.
Devo, inoltre, al finale la scoperta di HFG in quanto chi me lo ha venduto scriveva che gli era stato riconosciuto lo "Standard Minimo". Feci le dovute ricerche  e trovai un'oasi dove potevo riconoscermi ed arricchirmi allo stesso tempo. Il finale mi soddisfa da anni e non sento nessuna esigenza di cambiarlo soprattutto per la buona consistenza armonica che è in grado di riprodurre, in particolare con gli strumenti in legno e per il suo ottimo senso del ritmo. Certo concede qualche sonorità eufonica di troppo se paragonato a finali allo stato dell'arte come  lo straordinario Krell KSA 100S, prestatomi  da un altro mio grandissimo amico per un mese, ma ai fini pratici utilizzo il lato positivo di questo difetto in quanto ascolto tanta musica artisticamente eccelsa ma incisa molto spesso in modo….. beh, lasciamo perdere.

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Il pre Beard CA 35.


PREAMPLIFICATORE
E' il partner naturale del P35: uno splendido Beard CA 35 rivalvolato Philips Miniwatt ed adagiato tramite i soliti 3 punti su una base di marmo a sua volta smorzata con materiale morbido che ho copiato da un "esperimento esoterico" di HFG.
Con i generi che prediligo mi piace veramente molto, infatti me lo godo ormai da 11 anni pur avendo provato (spesso lasciando perdere ottime occasioni d'acquisto), nel frattempo, vari pre di alta qualità. Per le sue caratteristiche sonore valgono le stesse considerazioni fatte sul finale.
Una caratteristica
negativa, di entrambe le elettroniche Beard, è che devono suonare almeno un'ora a volume adeguato per poter dare il meglio in termini di definizione e di controllo dei bassi (N. del D.: sono tutte così le elettroniche ed i diffusori: quando l'impianto è allo stato dell'arte ed in particolare quando si usano diffusori ad alta efficienza ed una notevole discesa in gamma bassa, si nota che il preriscaldamento non è sufficiente ma che occorre l'effettivo utilizzo per rendere al meglio).

SORGENTI
Possiedo il Wadia 2000 DAC connesso alla meccanica Wadia 2000 WT Transport con collegamento ST.
E' un sistema a 4 telai con costruzione ed, a mio parere, suono ancora oggi di alto livello nonostante siano trascorsi secoli di evoluzione digitale.
Anche in questo caso utilizzo il solito sistema smorzante per tutti e 4 i telai.
Sonicamente sono componenti ai quali è difficile trovare delle pecche, grazie soprattutto, ad un'ottima consistenza armonica e ad una gamma bassa particolarmente estesa ed immanente oltre che molto precisa e controllata.
Anche la definizione ed il colore timbrico della gamma media e di quella alta contribuiscono ad un buon realismo riproduttivo. Wadia è in assoluto il marchio che preferisco per i sistemi di lettura del CD ma utilizzerei altrettanto felicemente anche alcune sorgenti prodotte da Accuphase o da Krell. 

Ascolto solo CD, anche se "purtroppo" ho constatato la superiorità dei SACD "puri", in quanto il mercato ancora non mi convince e voglio quindi inserire un buon lettore moderno e successivamente anche un giradischi analogico che mi soddisfi, solo quando sarò sicuro delle scelte. Per ora, inoltre, ho deciso di privilegiare altre spese e ho nel frattempo, per fortuna, una miriade di CD da godermi.
Ho anche un sintonizzatore Onkyo T9900 che mi permette di ascoltare in maniera decorosa alcuni ottimi concerti trasmessi da Radio 3.

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La sorgente principale è composta dalle meccanica e DAC Wadia con algoritmo ad interpolazione polinominale.

CONSIDERAZIONI FINALI
Ovviamente ho programmato alcune evoluzioni: formare gradualmente il tanto desiderato quartetto di sub, inserire i supertweeters ed effettuare una bella biamplificazione passiva aggiungendo un secondo finale Beard. Appena possibile voglio anche provare a realizzare i cavi su progetto di HFG.

Parlare del suono del proprio sistema non è mai semplice: posso dire che auguro, a chi ancora non è contento delle prestazioni del proprio impianto, di avere almeno la stessa soddisfazione che  sto provando io con l'attuale configurazione. Il mio, come ha giustamente osservato il Direttore, è un impianto "
da giostrai",  quindi ammetto che qualche volta è giustificato chi scambia un violoncello per un contrabbasso o si stupisce che le pareti della sala d'ascolto sembrino di caucciù quando il sub scende sotto i 20 Hz,  ma di certo non si rischia di scambiare Scott LaFaro per David Oistrach.
Saluti e buoni ascolti  a tutti.

Giacomo Pischedda



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