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IMPIANTI AUDIO
IMPIANTI AUDIO COMPLETI DELLA REDAZIONE


DATA PUBBLICAZIONE
21/04/2007

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L'impianto audio di Roberto Rubino: diffusori Infinity K100 in biamplificazione passiva.

LA SCALATA DEL MONTE ANALOGICO

Ritorno su queste amate pagine dopo qualche annetto di assenza. Meglio tardi che mai. Cosa è successo nel frattempo? E' accaduto che il lavoro mi ha assorbito completamente. Più di dodici ore al giorno passate a fare cronaca al quotidiano "La Sicilia", non sono poche per farsi venire la voglia di scrivere ancora, una volta tornato a casa. Bisogna nutrire il piacere di scrivere e spesso, per chi fa della informazione una professione, dopo un periodo d'iniziale entusiasmo non è più così.

Nel frattempo la Musica non mi ha mai lasciato. Ho frequentato concerti, ascoltato svariati impianti di amici in tutta Italia, ho arricchito e modificato il mio sistema personale del quale non ho mai voluto parlare esaustivamente nella "precedente puntata" della rivista HFG. Ciò malgrado le sollecitazioni di Francesco. E c'è un motivo: se da cronista nella vita di tutti i giorni non mi spavento della verità, non ho paura di "sfidare" il sistema, verificando una notizia, la cosa diventa differente nella realtà audiofila, dalla quale non mi sono mai distaccato. Non me la sento di sparare sentenze, abitudine ormai consolidata un po' dappertutto. Nè, d'altra parte, mi sento di rinnegare i capisaldi sui quali avevamo intrapreso HFG.
Questo mondo è attraversato da correnti intransigenti, da scontri senza senso, con gente che si batte o per tutelare propri interessi personali o solo per il piacere d'imporre il proprio punto di vista. Va già meglio se ci si scontra per difendere la bontà di un proprio acquisto: è umanamente comprensibile. Ma in un periodo di "vacche magre"  bisogna superare tutto questo se non vogliamo estinguerci sotto i colpi dell'Mp3, che alcuni, proprio nei forum arrivano a considerare di "qualità accettabile".(Allora, si, che bisogna incazzarsi!).
M'intimoriscono molto le posizioni velenose, gli scontri senza esclusione di colpi nei vari e pregiati luoghi virtuali nazionali, dove peraltro navigano persone molto competenti. E mi chiedo: ma a che serve tutto questo? Cosa c'entra con la qualità della  vita? Nulla. E allora mi sono allontanato, ho compreso che il nostro settore diventava sempre più isolato, lontano, incomprensibile.
E tale rimane ancora per molti.

Per questo stesso motivo riprendo a fornire il mio contributo, senza la pretesa di essere alternativo alle grandi riviste,  che hanno la loro razionale ragion d'essere e la cui sopravvivenza è quantomeno un sintomo di disperata "tenuta" del settore.
Adesso vorrei solo raccontare una esperienza nella speranza che il nostro passatempo ci sopravviva, superando la musica liofilizzata che cresce al pari dell'abbrutimento dei costumi sociali e civili. Credo che la nostra "categoria", oggi più che mai, dovrebbe dare un esempio diverso, di compattezza pur nelle divergenze di opinioni e sensibilità musicali. Ci si può provare.

E l'impianto? E' cambiato in parte, un po' come il sottoscritto. E' rinato con prepotenza, come in molti altri casi in tutta Italia, l'istinto analogico, rinforzandosi di pari passo anche l'affezione per il Sacd, per un futuro possibile ma ancora non completamente delineato. Vinile e alta risoluzione a braccetto. L'uno non può fare a meno dell'altro. Il primo è cultura, il secondo è futuro, sempreché le major lo vogliano davvero. I due elementi, la cinematica e l'elettronica, convivono pacificamente nel mio habitat.

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La parete dietro i diffusori è stata trattata in modo da assorbire le frequenze di risonanza del locale di ascolto, in modo da evitare l'utilizzo dei tube traps.  Sui pannelli vibranti è stata poi applicata una boiserie, anch'essa vibrante in base alle frequenze di risonanza, per intera rifinitura, dove nella foto precedente è stato posizionato un televisore LCD.


L'AMBIENTE DI ASCOLTO
La stanza non è più quella piccolina che vi avevo descritto in alcune discussioni. Nell'ultimo anno è diventata un salone di sei metri e mezzo per quasi quattro, dove l'architetto del suono ha creato una parete a spessori differenziati per il naturale trattamento delle frequenze. La struttura acustica è stata coperta a sua volta da una boiserie in legno, dotata di strutture vibranti, calibrate per una corretta diffusione del suono.
Analoghe soluzioni sono state adottate per la libreria artigianale, della quale si è calcolato anche lo spessore degli elementi interni. Un trattamento necessario per gestire "massimi sistemi" come le mie amate e insostituibili
Infinity K100.
L'architetto in questione è un mio amico, peraltro sensibilissimo violinista e anche lui, irrimediabilmente audiofilo. Concordiamo su tutto, fuorché sulle dimensioni dei diffusori, che la linea editoriale della rivista ha sempre ritenuto dovere essere necessariamente di grandi dimensioni per potere tradurre efficacemente e con rilassatezza il lavoro delle sorgenti e delle amplificazioni. Se le incisioni sono realizzate male il risultato sarà inevitabilmente pessimo in un grande sistema. Inutile girarci sopra e nascondere i difetti: se i tecnici del suono avranno lavorato bene l'anello finale della catena saprà rendere loro giustizia. Semplice? Non tanto. O quantomeno non è una impostazione condivisa da tutti, o dagli amanti dei minimonitor. Che vanno rispettati e aiutati nelle loro scelte, sempre per il postulato della indivisibilità della "categoria". D'altronde è bello ascoltare da soli, ma è ancora più appagante riunirsi insieme, condividere una passione. Numerosi amici possiedono "Mini". Se sono impianti assemblati con buon gusto e passione, riesco anche ad ascoltarli per un paio d'ore. Non oltre, però.

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Il lettore digitale Sony sotto l'alimentatore separato del pre phono AiFai   


SORGENTI
Lettore digitale. Negli ultimi due anni sono passato dal digitale "semplice", come il mitico Lector Cd 0.5 T al Sacd. In questo caso un Sony XB-940. Si tratta di una macchina ormai non più in produzione dalla quale non mi distaccherò neanche quando dovrò passare a un sistema di lettura più aggiornato. Ciò perchè questo Sacd è dedicato solo a due canali e non al multi. Le sue prestazioni nella lettura dei CD sono medie. Ma a me non interessa trascorrere troppe ore coi normali Cd, a meno che non si chiamino Telarc, Chesky, Dorian, Fonè, Reference Recordings, GRP, Velut Luna... incisioni con le quali l'onesta elettronica si comporta benissimo, rispettandone i cromatismi originari.
Dove il lettore sfodera una insospettabile classe è con la riproduzione dei Sacd, cosa per la quale a mio avviso è nato. Le ore passate con incisioni al di sopra di ogni sospetto, "Dsd nativi", sono numerose e tendono ad aumentare di giorno in giorno. L'apparecchio è stato piazzato sopra i canonici tre punti smorzati dei quali Francesco vi ha descritto ampiamente in esperimenti esoterici. E' l'unico modo per far suonare un lettore digitale come fosse giradischi analogico.
Vista la sua fascia di prezzo, attorno al milione e mezzo delle vecchie lire, se non ricordo male, è necessario isolarlo al meglio dalle vibrazioni provenienti dal pavimento e da quelle dei diffusori. Il tavolo di appoggio, naturalmente, gioca un ruolo non


(Continua a pagina 2)

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