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IMPIANTI AUDIO
IMPIANTI AUDIO COMPLETI DEI LETTORI


DATA PUBBLICAZIONE
01/11/2007

FOTO


Vista dall'alto dell'ambiente di ascolto ritagliato in un soggiorno ancora più ampio. Notare al meticolosa sistemazione dei diffusori elettrostatici Quad ESL 63, a simulare un ascolto "tipo cuffia" per non perdere alcun particolare musicale.

OPERAZIONI DI MESSA A PUNTO… ESOTERICHE!

INTRODUZIONE


Chiedo a Giovanni che ore sono. Lui solleva il polso della camicia e guarda il suo nuovo orologio con soddisfazione. E' un XYZ (ma non faceva solo jeans e profumi?) pagato neanche poco, ma è tanto di moda e ricorda tantissimo quei bellissimi segnatempo svizzeri degli anni 50. Soldi buttati, penso. Fra solo due anni probabilmente non funzionerà più e non varrà nemmeno la pena rimetterlo a posto. Ma lo sa Giovanni che con lo stesso impegno economico poteva permettersi un Longines di mezzo secolo fa, orologio che all'interno cela una meccanica degna dei migliori Patek Philippe? Peraltro praticamente eterno ed infinitamente più raffinato di quella cosa che oggi si ritrova al polso.
Purtroppo Giovanni, a cui peraltro gli orologi piacciono, non ha voluto perdere un po' del suo tempo a riflettere su un basilare concetto: quello di qualità. E poi, forse, si è fatto condizionare un po' troppo dai sistemi di comunicazione più invasivi.
La qualità appunto e l'opportunità di andare avanti con una certa calma, cercando, davanti ad ogni elemento di novità, di verificare se si è davanti a degli effettivi e reali sviluppi o meno, dovrebbero costituire dei cardini attorno ai quali far ruotare le nostre valutazioni.
Se si tenessero sempre presenti questi pochi, ma fondamentali concetti, probabilmente saremmo tutti più soddisfatti dei nostri beneamati gingilli.

Perché tutto questo preambolo alla presentazione del mio sistema?
Perché, al di là di ogni giudizio sulle proprie qualità specifiche, è stato messo su con una certa coerenza e senza fretta, facendo riferimento a macchine non banali ma "concrete" (ognuna, a mio parere, dotata di un suo fascino) che, piano piano, sono state messe nelle condizioni di funzionare al meglio. Anche se il processo, purtroppo (o per fortuna, a seconda del punto di vista) , non è ancora finito.
Sono convinto che il mio sistema sia sempre lo stesso da molti anni, solo che oggi va meglio di ieri. Eppure rispetto a 5-6 anni fa è praticamente cambiato tutto! Io però ho la convinzione che sia solo l'affinamento del medesimo sistema.

Veniamo allora ad una rapida rassegna degli elementi che compongono l'impianto e degli "ingredienti" utilizzati per farlo funzionare al meglio.

L'AMBIENTE


Lo spazio dedicato all'ascolto è costituito da una porzione del soggiorno della mia abitazione, riservata esclusivamente a questa funzione. L'appartamento si situa all'ultimo piano di una palazzina costruita negli anni trenta del secolo scorso, con struttura in muratura portante e copertura a terrazza. Per le sue caratteristiche costruttive, le pareti, praticamente tutte portanti, sono in pietra calcarea e presentano uno spessore di circa 50 cm. La terrazza di copertura inoltre, dotata di una lieve pendenza, permette di avere il soffitto non parallelo al pavimento. Il soggiorno misura, nel complesso, circa 45 metri quadrati, mentre alla parte dedicata all'ascolto, idealmente, può essere attribuita una superficie di 18-20 metri quadrati; l'altezza media è di 3,60 m. La forma, apparentemente regolare, non presenta però di fatto nessuna superficie parallela all'altra.
Quando con mia moglie stavamo cercando casa, mi ricordo ancora gli sguardi (come definirli?) che mi lanciava ogni volta che, entrati nella sala principale, la prima cosa che mi veniva da fare era quella di dare un
battito di mani per sentire la resa acustica. Bene, in questa casa, ancorché il volume del soggiorno non fosse proprio insignificante e non fosse presente neanche il più piccolo oggetto, mi ricordo ancora il risultato di quel battito di mani: nessun "battimento" o breve eco, solo un, giustamente protratto, regolare affievolirsi di quel primo transiente. Iniziamo col piede giusto, pensai (chiaro che poi la scelta finale per l'acquisto si è basata anche su altre, certamente più importanti, caratteristiche …. più importanti sino ad un certo punto però!).
Dal punto di vista acustico preferisco gli ambienti abbastanza vivi e messi in condizione di poter suonare
senza mangiarsi la preziosa energia emessa dai diffusori, accordandosi con questi.
Dicevo che l'impianto è situato in una porzione della sala di circa 18-20 metri, con i diffusori sistemati ad adeguata distanza dalla parete posteriore, lungo la parete di maggiore dimensione. Il punto di ascolto è su un divano con la spalliera appoggiata al muro opposto.

Alcune  tende di tessuto leggero coprono quasi interamente la parte dietro i diffusori, mentre un pannello orizzontale di legno di 2,20x1,30 m, elasticamente poggiato al muro, è posto alle spalle dell'ascoltatore. Tappeti di lana, un piccolo scrittoio ed una libreria (aperta) completano questa parte del soggiorno dedicata al sistema per l'ascolto della musica.


IL SISTEMA


Non vorrei soffermarmi più di tanto a descrivere l'impianto nei suoi elementi costituenti. Esso è, infatti, quasi interamente costituito da pezzi, per ognuno dei quali può essere utilizzato non a sproposito l'aggettivo "
classico", ragione per cui, essendo possibile reperire per ciascun pezzo una letteratura piuttosto copiosa, un ulteriore parere potrebbe non essere della massima utilità per i lettori; mi limiterò quindi ad elencarveli per completezza descrittiva ed a fare qualche considerazione, non strettamente audiophile, su alcuni di essi:

Giradischi: Pierre Lurnè Roma; braccio unipivot Pierre Lurnè mod. 4; testina Decca London Gold;
Lettore digitale: Pierre Lurnè Kreatura; DAC Wadia 1000.
Sintonizzatore: Quad FM4;
Preamplificatore: Conrad Johnson PV9A;
Finali di potenza: Quicksilver Mono Amps 8417 G.E.;
Diffusori: Quad ESL 63, elettrostatici;
Cavi di collegamento: MIT Magnum e Shotgun.

Vorrei invece, dire qualcosa riguardo alla
messa a punto che ha permesso, in alcuni casi, di meravigliarsi così tanto dei risultati ottenuti, da farmi proseguire proprio su questa strada fatta di affinamenti per approssimazioni successive (metodo che per sua stessa natura non ha una fine definibile con certezza).
Parto, ovviamente, già da una situazione di impianto piuttosto soddisfacente, relativa ad un sistema composto da
elementi in


(Continua a pagina 2)

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Dal creatore degli splendidi ed omonimi giradischi analogici, nonché di qualche modello della Goldmund, la pregevole meccanica di lettura digitale Pierre Lurnè Kreatura.

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