|
(Continua da pagina 1)
considerazioni. Di questo ne parleremo in apposita lettera. Intanto cedo la penna (o la tastiera) a Giancarlo. Intanto complimenti vivissimi da noi tutti!
Francesco S. Piccione
SOGNI ESOTERICI DI GIANCARLO ZUNINO
LA GENESI DEL MIO IMPIANTO Prima di descrivere nel dettaglio il mio attuale sistema ritengo significativo spiegare le varie evoluzioni, i cambiamenti.... insomma l'iter da audiofilo sbarbato ad audiofilo evoluto.
Come quasi tutti i ragazzi sbarbatelli sono partito con il classico rack (Sony) nel 1980. Il primo significativo up-grade e' stato sostituire le casse originali del rack con una coppia di Bose 301 usate. Che stupore, allora, sentire cotanta differenza....... A questo punto sopraggiunse la mania della manipolazione del segnale e cosi' aggiunsi un equalizzatore (Outline) e (...si lo ammetto) un espansore di dinamica (Pioneer RG2 se non ricordo male).
Arrivo' poi il CDP, un Marantz CD54 e il successivo grande sconvolgimento. Mi libero dei manipolatori di segnale ed acquisto un integrato Proton D540 (credo che la sigla fosse quella, all'epoca fu un prodotto piuttosto apprezzato/pubblicizzato). A ruota, mi cimento nell'autocostruzione di diffusori ad alta efficienza con componentistica RCF. Metto un Woofer da 38 cm in una linea di trasmissione (mi viene fuori piu' o meno un frigorifero....) e lo accoppio ad un tweeter a compressione con relativa tromba. Compro un crossover elettronico Cabre AS 45 ed un finale a valvole VTL 16/16. Il Proton funge da Pre e da Finale sui bassi, il VTL pilota le trombe sui medio-alti. L'incrocio e' a circa 1000/1200 Hz (povero woofer a dover riprodurre frequenze cosi' alte...). Tutto sommato il risultato non e' da buttare... certo, la macro-dinamica e' entusiasmante, un po' meno immagine e timbrica........
La genesi continua... sostituisco il Proton con un pre a valvole Croft Super Micro ed un finale di potenza a valvole Grant G100AS. A questo punto dopo varie esperienze di ascolto (sul mio impianto e da rivenditori) "scopro" che il buon vecchio vinile bistratta alla grande l'ormai imperante CD. Mi sveno acquistando un Linn Sondek LP12 con braccio Ittok LVII e fonorivelatore di cui, vista anche la scarsa qualita' (il budget era terminato....), non ricordo piu' il nome.
Siamo al 1990 e accade l'incredibile... riesco a vendere le mie casse autocostruite, rinuncio a cambiare macchina.... e subisco il colpo di fulmine dell'audiofilo.... dalle trombe passo alle Martin Logan CLS II. Il suono di questi diffusori, dopo aver ascoltato Apogee, Eminent Technology, Linn, Magneplanar, Klipschorn etc... mi sconvolge (ovviamente in positivo, visto che decido l'acquisto).
Temporaneamente piloto, si fa per dire, le Logan con il Grant G100AS. I risultati non sono entusiasmanti, vista l'impedenza non proprio agevole delle elettrostatiche, ma comunque la soddisfazione e' garantita.... Tale lacuna viene colmata poco piu' tardi: arriva il Mark Levinson 23. Lo scelgo per l'equilibrio generale superiore ad altri prodotti provati direttamente sul mio impianto (Counterpoint, Aloia, Melos, Krell). Lo ritengo un finale con colorazione vicina allo zero assoluto, a differenza di molti concorrenti. Nel frattempo sostituisco un paio di testine (AT OC9, Linn) e sostituisco l'economico, ma valido, Croft Super Micro con un Conrad Johnson PV-8 prodotto che consiglierei oggi anche su impianti di grande qualita'.
(Continua a pagina 3)
|
|