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Gli Eventi Audio scelti da HI-FIGUIDE


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DI SILVIO GALLO
DATA: 06.07.2000

SURSUM CORDA!

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FOTO

Il lettore CD Accuphase DP 55.

(Continua da pagina 1)

possibile realizzare connessioni esenti da disturbi e di grande qualità grazie alla separazione dei due poli dalla massa.
Macchina decisamente interessante, non sembra neanche digitale (e questo è certamente il miglior complimento che si possa fare ad un gira CD), ha una spiccata tendenza alla neutralità, senza mai scadere in quella mielosità e pastosità ovattata dovuta ad una ricerca estrema della morbidezza ad ogni costo che si riscontra in alcune macchine anche molto costose. Qui invece si è di fronte ad una riproduzione trasparente e precisa, sembra che abbia la capacità di estrarre molto più messaggio musicale dei suoi simili, ovviamente è un'impressione ma la sensazione di poter avere più informazioni musicali è appagante.
La musica fluisce attraverso i suoi circuiti senza degrado apparente, ogni CD è riprodotto in tutta la sua interezza e si riesce a discernere anche sfumature mai notate nell'esecuzione di un brano musicale. Bel risultato, non c'è che dire. Certo il prezzo impone un determinato sacrificio (a parte il rischio di un divorzio appena l'adorata consorte apprende la cifra, superiore a quella dell'utilitaria che usa per fare la spesa): dieci milioni e rotti, salvo scherzi del dollaro, non sono certo pochi, ma per avere una macchina che abbia prerogative superiori bisogna veramente superare questa cifra di parecchi ordini di grandezza, ergo: soldi spesi più che bene per un giradischi definitivo, in grado di soddisfare ogni palato, anche il più esigente.

Il
preamplificatore è il pregiatissimo JADIS JP-80, realizzato in due telai, con alimentazione esterna a valvole.
È certamente un oggetto che ha più attinenza con un gioiello che con un'apparecchiatura elettronica. Il livello costruttivo è superlativo, la cura posta nella sua realizzazione non ha pari, è un concentrato di qualità, ogni componente è il migliore possibile per quello scopo, non esiste nessuna soluzione di compromesso e il risultato è una sintesi di come si possa conciliare una tecnologia per molti superata, come quella delle valvole, con la volontà di realizzare un apparecchio che rispetti in pieno i canoni della riproduzione moderna.
Dinamica, precisione, percezione spaziale e trasparenza sono alcune delle caratteristiche che lo innalzano ad una posizione di eccellenza.
L'alimentazione separata (in basso nella foto principale) consente di avere una riserva di energia tale da permettergli di esprimere al meglio le sue doti dinamiche. Grazie a questa soluzione il JP-80 è in grado di surclassare quasi tutti i suoi rivali e di donare all'ascoltatore una riproduzione decisamente naturale e credibile.
Le sue doti di naturalezza sfiorano la perfezione. Non c'è nessun affaticamento nell'ascolto, anche dopo molte ore, ogni strumento è perfettamente riconoscibile ed è estremamente facile individuarne nello spazio la posizione.
Morbido e rotondo accarezza la musica donando agli strumenti e alle voci corpo e vigore, riesce a ricostruire la loro personalità senza appesantirne la presenza, tutto lo spettro delle frequenze viene trasferito dalla sorgente all'amplificatore finale con estrema precisione e rigore. E' vellutato come la più pregiata delle sete e, come la seta, ha una trama finissima, senza sbavature donando calore, presenza e vitalità all'evento.
E' certamente un oggetto estremamente impegnativo, non solo per quanto riguarda il prezzo (trentuno milioni non sono bruscolini) ma soprattutto per gli apparecchi che gli verranno collegati a monte e a valle. Non permette compromessi, esige il massimo, il suo carattere, trasparente ed analitico, porta allo scoperto ogni difetto, ogni grinza, ogni incertezza dei componenti a cui fa da ponte, cavi e accessori compresi.

Ad un gioiello come questo non si poteva che collegare una gemma raffinata come
l'amplificatore finale THRESHOLD T-400.
È un amplificatore in Classe A pura da 150W su 8 Ohm, usa la tecnologia IGBT per i suoi transistor che gli permettono di erogare una grande quantità di corrente. Esteticamente è un bel parallelepipedo di metallo pesante, con frontale d'alluminio di notevole spessore che raggiunge un peso di ben 42 Kg: niente paura, ci sono maniglie di trasporto a profusione.
Anche questo è un  oggetto impegnativo, oltre ai muscoli necessari per maneggiarlo, bisogna essere disposti a sborsare quasi diciotto milioni per entrarne in possesso.


(Continua a pagina 3)

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Questa prova si è resa possibile grazie alla cortese disponibilità e collaborazione del Signor Moreno Corti, titolare del negozio di Via Magenta a Monza.
A lui ed a Silvio Gallo vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.

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