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oltre i limiti la maggior parte degli apparecchi. Potenza, dinamica, capacità di erogare forti correnti, sono fattori indispensabili ad un amplificatore per esaltare le doti musicali delle Hiper-4. Molti degli apparecchi che ho provato su questi diffusori sono andati in crisi, manifestando palesi limiti, esibendo un suono piatto e logoro già dalle prime battute. Questa è una ulteriore prova che dimostra l'importanza di scegliere l'amplificazione in base alle caratteristiche dei diffusori, una leggerezza nella scelta può portare a risultati disastrosi.
La scelta è caduta sul COPLAND CSA-14, un integrato da 70 W di potenza di targa su 8 Ohm. La filosofia costruttiva è ibrida, cioè prevede un primo stadio a valvole e lo stadio finale a transistor. Dispone di quattro ingressi di linea, di un TAPE e di un ingresso PHONO molto versatile ma realizzato ad integrati (peraltro gli unici presenti all'interno). I muscoli non gli mancano, basta osservare l'enorme trasformatore a nucleo toroidale e i quattro condensatori di filtro Philips serie blu, espressamente costruiti per uso audio. Sulla piastra madre è prevista la possibilità di montare coppie supplementari di transistor di potenza, un ulteriore dimostrazione della bontà della sezione di alimentazione, progettata per ben altri carichi. Alla prova del fuoco si è comportato da vero campione e non si è lasciato intimidire dalle Chario. Il Copland le pilota con forza ed orgoglio, sfoderando una grinta ed una autorevolezza degna di amplificatori di ben altro cabotaggio. La timbrica di questo integrato è misurata, morbida quanto basta a contrastare la personalità dei diffusori. Il basso è ben frenato, mai fastidioso, il registro degli alti risulta vellutato e definito, le voci naturali e calde. Gli manca solo un po' di potenza in più, ma questa non è colpa sua.
Le sorgenti mi hanno fatto penare un po' di più, cominciamo da quella digitale. Dopo innumerevoli prove mi sono orientato sul TEAC VRDS-7, non perché fosse il migliore giraCD in commercio, ma bensì per restare in quell'intorno di equilibrio che contempla l'omogeneità musicale degli apparecchi e la fascia merceologica cui appartiene. La realizzazione meccanica, di altissima qualità, è posta al centro, si tratta della famosa VRDS che, anche nella sua versione più economica, è tra le più apprezzate al mondo. Lo spazio interno è diviso in tre sezioni per evitare ogni forma di vibrazioni, con rinforzi e supporti situati nei punti strategici. Non mi soffermo sul convertitore in quanto reputo che non sia il tipo di conversione adottato a determinare la qualità della riproduzione bensì la sua realizzazione e messa a punto. Troppo spesso ho sentito convertitori a bit singolo suonare decisamente meglio di certi 24 bit e viceversa. A mio avviso non esiste una filosofia superiore ad un'altra ma solo la volontà di affinare e ottimizzare quella che si è scelta per un determinato lettore. Come tutti sanno il digitale tende ad essere metallico e freddo, e questo è tanto più vero quanto più il livello del lettore è basso. Il Teac non è economico, ma non è nemmeno inavvicinabile, il suo carattere è chiaramente digitale ma non è affaticante durante l'ascolto, riesce a ricreare una scena sonora molto precisa e ben dislocata nello spazio, tutti i registri sono equilibrati e la sua personalità trae giovamento da questi aspetti rendendolo uno dei migliori nella sua fascia di appartenenza.
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