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IMPIANTO AUDIO SECONDO ATZORI DI CRISTIAN LUCA ATZORI
PREMESSA
Contrarre la passione per la musica nella forma più invadente e contagiosa, quella dell'ascoltatore attivo, spinge inevitabilmente a parteciparvi in modo completo. Escluse le sorgenti (ancora per poco), vi descrivo un tipico sistema MBM, made by me.
L'AMBIENTE Mi sembra giusto cominciare parlandovi del "dove": è proprio qui che avvengono le maggiori influenze sul suono, che a parità d'impianto possono mutare totalmente la nostra percezione. Il locale principale misura 3,5x5,7x3,5m, circa 20mq e 69mc, in collegamento diretto con l'ingresso, di 3,4x6x2,7m, mediante un'apertura di 1,6x2,7m. Il volume da sonorizzare è dunque una L di 124mc. Il pavimento è in legno, ma nell'ingresso è coperto da moquette. Sembra chiaro quindi che i due ambienti avranno coefficienti di riverbero e assorbimento molto diversi (l'ingresso ha il controsoffitto), tali da renderne ostica l'analisi complessiva e il trattamento. Per semplicità ho cercato di ottimizzare solo il locale d'ascolto, sfruttando la sua lunghezza formando un triangolo equilatero tra punto d'ascolto e diffusori, questi ultimi a circa 70cm dal muro posteriore e 35 dai laterali. Dopo alcune prove ho constatato di non aver bisogno di tubitrappola, avendo già del materiale assorbente sparso per la stanza (mensole con libri e parecchi rotoli da disegno), anche se da poco ho pensato di sfruttare un esperimento di statica per controllare le riflessioni del soffitto (nella foto è quella trave a reticolo sospesa, di 5m, che attraversa in diagonale la stanza). Con notevole comodità posso mettere l'assorbente in diverse posizioni verificando gli effetti in poco tempo. Persino le condizioni atmosferiche influenzano i miei ascolti, positivamente nelle giornate di sole, quando la pressione è più alta…peccato…preferisco saltare sulla bici!
I DIFFUSORI Sicuramente l'anello della catena più difficile da ottimizzare, assieme all'ambiente. Qualche anno fa, dopo numerosi ascolti in vari negozi, case d'amici, e qualche visitina nei laboratori specializzati nella loro riparazione...ho scelto la tipologia più adatta alle mie esigenze: il diffusore da pavimento. Perché? Raggiungono le prime ottave senza artifici sull'efficienza e non richiedono piedistallo, accessorio critico, che alla fine rende l'ingombro e lo sforzo costruttivo totale pari alla versione a torre. Potevo negarmi il piacere di costruirli di sana pianta? Il caricamento è in due volumi bass-reflex accordati sul frontale. La base pentagonale contrasta le onde stazionarie e riduce le riflessioni posteriori, mentre il frontale inclinato allinea i centri d'emissione nei medioalti. Il mid è caricato in cassa chiusa, in un volume proprio, assieme al tweeter (disaccoppiato meccanicamente ed a totale tenuta stagna). I due woofer, da 20cm, lavorano in parallelo sino a circa 200Hz: la somma della loro emissione crea un (Continua a pagina 2)
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