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REPORTAGE | Fulvio Chiappetta  1 | 2 | 3 | 4 | 5 


Il diffusore si presenta dunque molto bene, forse con una gamma bassa perfettibile ma, come già detto, la posizione d'ascolto influiva molto. L'impressione generale era in ogni caso molto positiva. La mia sensazione di non perfetto equilibrio del sistema era dovuto al fatto di aver ascoltato diffusori complessivamente più equilibrati e precisi nella riproduzione.
D'altra parte questi ultimi una dinamica del genere se la sognavano.

L'amplificatore per parte sua era veramente entusiasmante! Posso solo dirvi che non si scomponeva mai, e non dava impressione di sedersi. Ho anche notato una cosa: spesso mi capita ascoltando brani per strumento solista che, quando vengono eseguite in sequenza una serie di note alte e poi, d'un tratto, qualcuna più bassa a contorno, il suono tenda a sporcarsi, con il suono più alto che non viene più riprodotto in maniera corretta. Questo, durante gli ascolti, non è mai accaduto.

La stessa mattina, non contento, ho anche approfittato di ascoltare un altro diffusore lì presente, un altro Dynaudio, il modello Contour 3.3. L'impostazione era simile a quella del fratello maggiore, anche se con le ovvie limitazioni in dinamica, spazialità e dettaglio. Al contrario però questo diffusore riusciva a restituirci una migliore gamma bassa.
Ma non finisce qui!
Infatti, camuffate da elegante mobile, stanno nello studio, una coppia di Altec, le mitiche "La Voce del Teatro", un grande ed elegante diffusore a tromba, gelosamente conservato dal progettista.
Come descriverle? Stupende per eleganza, ed uniche per impatto sonoro! Il carattere delle trombe si fa proprio sentire. Peccato però per il suono un po' datato, probabilmente migliorabile.


(Continua a pagina 4)

Un canale delle "colossali" Dynaudio Evidence, visto da vicino.

(Continua da pagina 2)

presenta "quasi" perfetta, per un semplice motivo: il diffusore è studiato per essere inserito in ampi saloni, con un punto d'ascolto distante quasi nove metri. Purtroppo la sala non era così ampia, e ci siamo dovuti limitare ad ascoltarlo a circa cinque metri. L'immagine era piuttosto spostata verso l'alto. Siamo però riusciti ad arretrare di altri due metri e già qui le proporzioni trovavano un migliore equilibrio.

 

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