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GLI EDITORIALI | 2003

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2003

EDITORIALE N. 4/2003

L'EVOLUZIONE DELL'AUDIO
Parte Seconda
Di Francesco Piccione

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei fatti che ci hanno convinto a coniare la distinzione tra l'Alta Fedeltà Antica e quella Moderna.

GLI ANNI OTTANTA

La prima metà degli anni Ottanta sono caratterizzati da una serie di avvenimenti che porteranno a considerare l'intero decennio come il periodo
d'oro dell'HIFI.

Innanzitutto, l'avvento dell'
Alta Fedeltà Esoterica.
La rivista italiana "
Stereoplay" con le rubriche "Stereo Best" e "Nova Esoterica" diede un forte impulso a tale accadimento. Il concetto di "Esoterismo" applicato all'hi-fi, fu un vero e proprio escamotage, per poter parlare di hifi di qualità, ossia della qualità della riproduzione del suono. Si tratta di una hifi diversa da quella imperante dei giapponesi e dalla moda della prevalenza delle misura sul suono.

Questa nuova concezione dell'hi-fi dall'elevata qualità sonora, permise la nascita e sviluppo, In Italia e nel Mondo, di una miriade di nuovi costruttori e marchi e la loro giustificazione in un mercato internazionale dominato dai Giapponesi. L'introduzione del termine esoterico nel settore hifi, permise di distinguere l'hifi di massa, consumer o commerciale (cosiddetti elettrodomestici), da una nuova generazione di prodotti, destinati alla riproduzione del suono di qualità.

I marchi Bartolomeo Aloia, Audio Research, Conrad Johnson, Mentmore, Beard, Esoteric Audio Research, Michaelson & Austin e diversi altri, nacquero in quel magico periodo. Altri marchi come Infinity e Tannoy si avvantaggiarono prendendo nuova linfa vitale dal nuovo vento della cultura della qualità della riproduzione del suono. Costruttori come Linn, Mitchel, Ariston e Oracle, contribuirono allo sviluppo del giradischi analogico, proponendo prodotti che passeranno alla storia del giradischi. Tutti questi marchi, tranne Infinity e Tannoy, sono negli anni 70 o 80 e si affermarono nell'epoca d'oro dell'Alta Fedeltà, di cui una buona parte sono sopravvissuti sino ai giorni nostri.

Gli anni Ottanta, vanno ricordati anche per il più grande sviluppo tecnologico che l'HIFI ha sinora avuto, dopo la nascita del transistor: l'avvento del Compact Disc.
Le prestazioni tecniche di questo nuovo supporto sono nettamente migliori di quelle espresse dal giradischi analogico e dall'LP. Pur tuttavia, il suo inizio non fu certamente entusiasmante per certi versi. Ancora oggi vi è un'ampia schiera di sostenitori a favore della superiorità del suono analogico sul digitale.

Gli anni Ottanta vanno ricordati anche per l'esplodere del mercato degli
Accessori Audio.
I
Tavolini Audio, i Cavi di Collegamento e le Punte Metalliche sono tre tra i numerosi esempi. Se i cavi hanno portato in evidenza i problemi legati al trasferimento del segnale audio, alimentando copiosi scritti e studi nonché le insulsaggini dei contrari ad oltranza, le punte acuminate non hanno avuto contrasti di alcun tipo verso la loro affermazione e diffusione: eppure peggioravano la qualità del suono!.Bisognerà attendere gli anni 2000, che grazie ad HI-FIGUIDE la loro criticità è stata messa in evidenza.

Gli anni Ottanta vanno ricordati anche per la
morte dell'elettronica italiana.
A contribuire, una tassa del 16% su tutti i prodotti giacenti in magazzino. Fu un cataclisma! Chiusero in centinaia in tutta Italia, tra negozianti e fabbricanti, per il solo torto di avere magazzini pieni di merce, perché l'elettronica aveva mercato. Oggi si chiama IRAP: imposta rapina. Il vezzo di colpire le aziende italiane e l'occupazione è sempre stato nel DNA della politica italiana.

Ma alla fine di questo bellissimo decennio dal punto di vista dello sviluppo tecnologico, vi contribuì anche un altro "oggetto" che comparve nella seconda metà degli anni Ottanta: il
minidiffusore.
Il suo avvento contribuì alla scomparsa dei sistemi di diffusione del suono di gran pregio, frutto di una continua evoluzione tecnologica, durata oltre 40 anni. Un esempio eclatante dell'affermazione della cultura dell'ignoranza.

Francesco S. Piccione

 

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