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EDITORIALE N. 10/2000

LA DISINFORMAZIONE
Di Francesco Piccione

Lo scorso editoriale è terminato con l'affermazione che oggi, della Vera HIFI del passato, è rimasto ben poco.
L'accusa di tale stato di fatto è stata rivolta verso la disinformazione. Analizziamo adesso alcune ipotesi.

L'avvento di Internet
Con l'avvento di internet si è incrementata per l'Audiofilo la possibilità di ricerca e scambio di informazioni. Ciò teoricamente è un bene, ma ad ogni buona cosa vi sono degli effetti collaterali.
Il principale effetto negativo è quello della diffusione di
informazioni errate. L'Audiofilo alle prime armi non è assolutamente in grado di discernere sulla qualità delle stesse, perciò queste potranno essere considerate come corrette. Ad un evidente miglioramento nell'approvvigionamento delle informazioni, si contrappone l'assenza di un sistema di selezione delle stesse.

Sfortunatamente, anche l'esistenza di Audiofili più preparati non consente l'arresto della disinformazione. In certi casi, questa arriva a livelli tali, che persino gli Audiofili "esperti" finiscono per esserne convinti. La cosa più "simpatica" è l'esistenza di un movimento di opinione, creato ad arte, per affibbiare a noi di HI-FIGUIDE l'attività di disinformazione. Ciò allo scopo di proteggere i particolari interessi che la disinformazione vera protegge.

Attualmente, internet è in grado di creare movimenti di opinione, i cui fondamenti positivi e negativi non sono controllabili. Ad esempio, è possibile creare ad arte un movimento di opinione al solo scopo di diffamare l'avversario, il cui blocco avviene sempre dopo che l'effetto negativo è stato raggiunto. E' poi insita nella natura umana, ricordarsi più delle cose negative che di quelle positive. Poiché ciò avviene spesso tramite i forum, occorre degli strumenti adeguati per contrastare fenomeni negativi, legati alla disinformazione organizzata. 

Il Ruolo delle Riviste Specializzate
La situazione della divulgazione del sapere audio delle riviste specializzate edite su carta stampata, non passa un buon periodo. Gli interessi commerciali delle aziende sono potenti al punto tale da potere condizionare la stessa informazione, rendendola succube di idee ed orientamenti favorevoli alla disinformazione. Ciò potrebbe portare nel tempo ad una perdita di credibilità generale delle riviste, che potrebbe coinvolgere tutte indistintamente, compresa HI-FIGUIDE.

Un "campanello di allarme" a mio avviso risiede nel fornire informazioni contrastanti su determinati fatti, adducendo la motivazione dell'esistenza di diverse teorie, in grado di spiegare fenomeni fisici contrastanti. E' mia

opinione che l'esistenza di diverse scuole di pensiero che portino all'appoggio di tecniche contrastanti tra loro, è dettato dalla necessità di pubblicizzare entrambe le teorie che sfociano a progetti, accessori e quant'altro presente nel mercato. Basterebbe una buona preparazione tecnica, per smascherare le turbate. 

A dimostrazione di ciò, recentemente mi è capitato di leggere, a proposito della prova di stand per minidiffusori, che con un modello a
tre punti di appoggio, il basso ha assunto un effetto loudness! Pongo delle semplici domande: "E' possibile la creazione di un effetto loudness in un minidiffusore? Se ciò è possibile, deve essere inteso in modo positivo o negativo?". L'autore dello scritto ne parla come un effetto negativo. In questa interpretazione risiede l'errore di fondo, a testimonianza della mancata conoscenza dello sviluppo di determinati fenomeni fisici.

Non è questa la sede per spiegare dettagliatamente la differenza che si genera quando un qualsiasi apparecchio audio viene poggiato su tre o quattro punti di appoggio. Differenze spiegate nella nostra rubrica Laboratorio Esoterico. Occorre, invece, analizzare la motivazione della negatività dell'effetto loudness, se si è generato a causa di tre, tra le tante condizioni:

- una totale riorganizzazione della "taratura" dell'intero impianto, come, ad esempio, un nuovo posizionamento dei diffusori nell'ambiente;
- dall'accordo reflex del minidiffusore, che per ovviare alle carenze dello stesso, esalti l'emissione di bassa frequenza, che il posizionamento sullo stand a tre punti di appoggio, mette in evidenza;
- dal materiale con cui è costruito lo stand, in grado di introdurre delle risonanze generanti l'effetto loudness.

In conclusione, non sono i tre punti presenti nello stand i responsabili diretti dell'effetto loudness, ma altre circostanze, tra cui quelle appena elencate. Tale convincimento o errata interpretazione del fenomeno, porta all'errore di consigliare stand con 4 punti di appoggio.

Per concludere, mi chiedo, visto che in internet è difficile distinguere le informazioni buone dalle cattive, se non sia giusto approvvigionarsi attingendo dalle riviste specializzate edite su carta, nonostante diffusi errori di interpretazione o, peggio, casi di disinformazione guidata da interessi commerciali.

Francesco S. Piccione

 

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