Logo HI-FIGUIDE

PROVE AUDIO
SORGENTI DIGITALI - LETTORI DIGITALI SEPARATI


DATA PUBBLICAZIONE
01/10/2007

FOTO

La meccanica Wadia 2000 WT Transport, di derivazione Teac, è uno splendido oggetto di alta precisione. I piedini in più in realtà servono per posizionare il lettore su tre punti smorzati.

LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE
LETTORE DIGITALE DI CD A 4 TELAI
MECCANICA DI LETTURA E CONVERTITORE D/A
WADIA 2000 WT TRANSPORT E WADIA DIGITAL 2000 
IL DIALOGO DELLA PUREZZA
DI GIACOMO PISCHEDDA
HI-FIGUDE Gold, The Component State of the Art
Minimum Standard Approved

Dopo la prova del giradischi analogico Klimo Beorde e del lettore digitale CD/SACD Denon DCD 2000 AE, il mondo delle sorgenti audio è entrato in subbuglio e ha chiesto a grande voce la prova di una sorgente di prestigio non più in produzione, per dimostrare che anche se non più giovani sono in grado di… cantare benissimo.

INTRODUZIONE

La storia delle sorgenti digitali è piuttosto complessa, in quanto la loro nascita ha avuto inizialmente motivazioni quasi esclusivamente commerciali e pratiche, ma subito dopo si sono manifestate "pretese" sonore che, forse, sono andate addirittura oltre le previsioni dei colossi dell'elettronica che introdussero il nuovo supporto. 

Il Compact Disc è tuttora il formato musicale più diffuso e la sua immissione sul mercato mondiale ha rappresentato una vera e propria rivoluzione (probabilmente la più grande in assoluto) nella  storia dell'alta fedeltà. Il compito di questo supporto era piuttosto arduo, in quanto si confrontava, dal punto di vista prestazionale, con il giradischi analogico, che ha tuttora come unico "limite" quello della praticità di utilizzo e della difficile manutenzione del supporto.
Come succede spesso, quando ci si lascia ammaliare dalle cose facili, moltissimi audiofili gridarono "al miracolo" senza fare prove d'ascolto troppo approfondite e si "sbarazzarono" dei loro giradischi, spesso di altissimo livello e di migliaia di LP. Un po' come chi ha venduto grandi e straordinari, ma ahimè troppo ingombranti, diffusori, per trovarsi poi ad ascoltare delle ottime radiosveglie….

Passati i facili entusiasmi, oppure non avendone mai avuto, nel caso degli audiofili più riflessivi, ci si accorse che i primi lettori

FOTO

Vista frontale del convertitore con alimentazione separata Wadia Digital 2000 .

digitali esprimevano un suono spesso insoddisfacente o comunque non propriamente aggraziato e musicale (anche se talvolta la colpa era della scadente messa a punto dell'impianto). Subito dopo, visto che l'ombra dell'analogico ha sempre continuato a pedinare il digitale come un fantasma, furono progettati lettori dal suono pseudomieloso che non erano né carne né pesce. Lo scimmiottamento è un modo di fare molto diffuso in tutti i campi, quindi non c'è da stupirsi. Rimanendo nel campo discusso, basti pensare agli amplificatori a stato solido che "suonano come valvolari", ma soprattutto ai bottoli con "woofers" da 11-13 cm che dovrebbero "suonare come diffusori grandi", salvo poi sembrare progettati da Topo Gigio a chi ha sentito anche solo una cinquantina di rappresentazioni dal vivo. Tutto ciò è a mio avviso normalissimo, nel senso che qualsiasi nuova tecnologia è suscettibile di errori che solo l'esperienza data dal reale e prolungato utilizzo può correggere. Il digitale sembra non essere sfuggito a questa regola: infatti, trascorso un po' di tempo di "collaudo" commerciale, alcune case produttrici di componenti audio allo Stato dell'Arte si occuparono di far suonare sul serio i Compact Disc.

Tra la fine degli anni '80 e la prima metà degli anni '90, Wadia, Krell, Mark Levinson, Stax ed Accuphase, progettarono delle sorgenti digitali destinate a rimanere dei riferimenti per molto tempo nonostante il loro campo sia in assoluto quello più soggetto all'obsolescenza. Ciò che dico è dimostrato dai fatti; infatti i modelli di cui parlo sono sempre ricercatissimi nel mercato dell'usato, hanno ottime valutazioni economiche e soprattutto lasciano tuttora a bocca aperta chi li ascolta e li maneggia, continuando a migliorare notevolmente le loro prestazioni ogni volta che le tecniche di registrazione vengono migliorate. Chi ha provato le sorgenti menzionate sa bene quanto siano, ancora oggi, delle brutte gatte da pelare, soprattutto in termini di concretezza e raffinatezza sonora.
Ovviamente mi riferisco a prove d'ascolto effettuate con diffusori che permettano la valorizzazione (spesso la ridicolizzazione) dei componenti provati, non ai casi in cui si pretenda di giudicare un'elettronica con giocattolini che, al limite, ci darebbero un valido aiuto solo se facessimo l'esatto contrario di ciò che sembra. Mi è capitato troppe volte di constatare che se un'elettronica sembra carente in gamma bassa, in impianti terminati con diffusori inadeguati, potrebbe poi essere in grado di materializzare davanti a noi persino un
octobasso, se utilizzata con veri sistemi di diffusione del suono.

Il marchio Wadia, essendo il mio preferito, per quanto riguarda le sorgenti digitali, mi sta particolarmente a cuore. Ho scelto il sistema Wadia 2000, solo dopo averlo trovato in condizioni da vetrina, oltre che, ovviamente, per le sue eccellenti prestazioni sonore, perché mi dà una grande soddisfazione possedere apparecchi che abbiano un'alta valenza storica e che sembrino non preoccuparsi troppo dello scorrere del tempo….


(Continua a pagina 2)

FOTO

I 6 telai del Wadia 2000, se si considera anche il Digilink 30 con la sua alimentazione separata, sono ben visibili in questa foto. Sul ripiano superiore sono stati sistemati il convertitore e la meccanica.

Contatori

  Site Counter  

 

 
 

 

Graphic Resolution 1024 x 768 pixel - Per la corretta visualizzazione di questo sito
HICLASS GUIDE, HI-FIGUIDE, HI-FIGUIDE MUSIC, STANDARD MINIMO, HI-FIGUIDE AWARDS & HI-FIGUIDE GOLD
sono proprietà di Francesco S. Piccione
All Rights Reserved ® Copyright © 1998/2008