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il giradischi analogico, che ha tuttora come unico "limite" quello della praticità di utilizzo e della difficile manutenzione del supporto. Come succede spesso, quando ci si lascia ammaliare dalle cose facili, moltissimi audiofili gridarono "al miracolo" senza fare prove d'ascolto troppo approfondite e si "sbarazzarono" dei loro giradischi, spesso di altissimo livello e di migliaia di LP. Un po' come chi ha venduto grandi e straordinari, ma ahimè troppo ingombranti, diffusori, per trovarsi poi ad ascoltare delle ottime radiosveglie….
Passati i facili entusiasmi, oppure non avendone mai avuto, nel caso degli audiofili più riflessivi, ci si accorse che i primi lettori digitali esprimevano un suono spesso insoddisfacente o comunque non propriamente aggraziato e musicale (anche se talvolta la colpa era della scadente messa a punto dell'impianto). Subito dopo, visto che l'ombra dell'analogico ha sempre continuato a pedinare il digitale come un fantasma, furono progettati lettori dal suono pseudomieloso che non erano né carne né pesce. Lo (Continua a pagina 2)
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