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Fantastica è stata la resa con il "pop elettronico" della Reference Recording. La traccia ottava del trentunesimo CD "Tropic Affair" è davvero emozionante. L'entrata delle percussioni deve essere dolce e decisa allo stesso tempo, mentre la fisarmonica deve liberare una certa aria attorno a sé. Tutto perfetto, oserei dire da manuale. La prospettiva è rigorosa. Non ci sono effetti speciali, spettacolari o dilatazioni fantascientifiche dello spazio tra gli strumenti. Semplicemente tutto è naturale. Il che significa anche la necessità da parte dell'ascoltatore di possedere una certa maturità musicale per poter apprezzare appieno questo lettore.
Con "The Dark Side of The Moon" del 1970, no… scherzavo, figuratevi se per un test utilizzassimo incisioni datate, prive di spazialità, dinamica, trasparenza, con risonanze. No! Con il temibilissimo "Music For Organ Brass & Percussion" del 1990 Telarc, la scena, invece, tende a dilatarsi. Ma non è un errore. Siamo in una chiesa Avventista di Boston, è anche giusto. Le trombe sono fastidiose assai ed anche questo "è cosa buona e giusta". Però sono ricche di armonici gli ottoni. Le trombe vengono scannerizzate senza pietà dal mefistofelico Naim, che si cimenta senza scomporsi con un digitale non della primissima ora, ma pur sempre di qualità. Il brano nove è conducente ai fini della valutazione della spazialità complessiva. L'ingresso delle percussioni a mezza sinistra, dietro ai diffusori è perfettamente osservabile, anche senza monitor al plasma. L'organo è sempre ripreso con un microfono piazzato lontano dal coro di questa chiesa.
Convincente risulta essere la prestazione con la "Musica Romantica per Organo" edito dalla Sicut Sol FDS. Tutte le possibilità espressive dello strumento vengono messe in luce senza strafare dallo scozzesino. I registri più alti vengono resi con deliziosa maestria, come la pedaliera raggiunge i quattro woofers delle Infinity in maniera netta e frenatissima.
Ma come suona un Naim con un Naim? Voglio dire, come suona il CDI con incisioni della stessa Naim? Giusto per sgomberare il campo da ogni dubbio, vi dirò subito che non sono un grande estimatore delle registrazioni NAIM. Ad esempio, il famoso "You don't know what love is" di Sabina Sciubba, registrato dallo stesso Julian Vereker a New York nel 1998, mi ha esaltato da un punto di vista artistico - la cosa è opinabile, lo so - ma non certo da un lato strettamente tecnico. Nella track 4 "Estate" di Bruno Martino, cantata appunto dalla Sabinona italo tedesca, sembra che qualcuno ha dimenticato un microfono all'interno del contrabbasso. Col risultato di avere una predominanza della corda dello strumentone. Qualcosa cambia, invece, nella interpretazione del CDI. La corda è sempre predominante, ma non dà origine a fenomeni di risonanza, come invece avviene con il Lector. L'alta fedeltà è indubbiamente strana. La sinergia in questo caso viene conseguita solo con un'elettronica della stessa famiglia. Non sempre è così, ma in questo caso la buonanima di Vereker non aveva partorito una creatura così sbilanciata sulle basse frequenze come evidenziato dall'altro lettore di CD.
Lo stesso dicasi per un altro brano che, all'opposto, veniva reso con una predominante delle altissime frequenze in un altro CD, il Sampler N. 2. Si tratta della traccia "Angels" di Leo Green, famosa, se non vado errato, per aver reclamizzato un brand di gomme da masticare. O era un reggiseno? Comunque sia, il fenomeno da commentare è che col lettore Naim la ridondanza di alte frequenza in qualche (Continua a pagina 4)
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