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NAD 5000 DI ROBERTO RUBINO
Scopo fondamentale della nostra rivista è quello di prendere in considerazione soltanto tutto ciò che suoni davvero, e bene, operando una drastica selezione nei confronti di tutto ciò che sia mera estetica fine a se stessa. No alle bieche operazioni commerciali (vedi MP3 e compari) o a facili analisi dettate dalle mode del momento. La vera hi-fi esoterica non può ridursi ad un "usa e getta" selvaggio che riempie le tasche alle grandi multinazionali ed impoverisce quelle dell'appassionato, convinto di avere fatto un miglioramento, mentre in realtà non si è mosso dal punto in cui era (e gli è andata già bene...) partito. Le persone si sono allontanate dall'alta fedeltà perché i suoi acquisti non hanno un valore nel tempo. E' anche per questo che si entra in un negozio "consumer", lasciandosi abbacinare da quegli immensi alberi di natale che sono i rakkettoni pubblicizzati. Più cose, poi, riescono a fare con quanti più tasti possibile e più riescono a soddisfare quell'impulso di un attimo che non dura, appunto, più di un attimo, e che lascia il posto ad un insoddisfazione da "riacquisto" (il prossimo, semestrale, amplificatore multiluminoso con la macchina per il punch, il kara - o - chissacchè , l'mp3, il self- godeur ed altro…). La nostra personale abitudine a seguire musica dal vivo, possibilmente con strumenti musicali non amplificati e la voce umana, completerà la nostra formazione culturale ed affinerà le nostre capacità di giudizio, permettendoci così di acquisire un affinamento nell'ascolto che ci renderà forti non solo nel contrastare la nostra voglia di sostituire i componenti l'impianto ogni un certo qual tempo, ma soprattutto di riconoscere facilmente la qualità sonora degli oggetti atti a riprodurre la Musica. E se tutto questo noi lo associamo ad una discreta conoscenza della tecnica, non disgiunta da qualche piccola legge della Fisica, esattamente come da anni il nostro Direttore ci rompe la testa…, tra l'altro ascoltato dopo che qualche fesseria è già stata fatta da qualcuno, ecco che allora per incanto scomparirebbe ai nostri occhi (ed orecchie) il 70% della produzione mondiale di apparecchiature elettroniche. Solo così possiamo combattere la nostra ansia da rinnovamento e dedicarci finalmente al solo ascolto della nostra musica prediletta, fonte di benessere ed anti-stress per eccellenza.
Perdonate questa mia lunga apertura, attuata allo scopo di giustificare la prova di un componente come il lettore NAD 5000, che ha ormai qualche primavera alle sue spalle, ma che merita un piccolo omaggio per la sua discreta personalità musicale. Allo stesso tempo per dare una traccia di risparmio a chi deve combattere ogni giorno con le bollette da pagare (in nome del risparmio, però, non diremo mai che un minidiffusore, con mini piedistallo in carbonio al tantalio, sia realistico con più di uno strumento…). E non per ultimo allo scopo di rivitalizzare un mercato dell'usato, spesso ricco di ghiotte occasioni, costituite da apparecchi da noi denominati Gli Intramontabili.
La NAD è un'azienda audio atipica per avere sviluppato una propria personalissima interpretazione nel concetto "audiophile". Un'interpretazione fatta di rispetto per le scelte dei propri acquirenti (non dimentichiamo che il lettore in prova è equipaggiato con un convertitore utilizzato anche in macchine assai più recenti) e di seria selezione delle innovazioni tecnologiche, che non devono andare a scapito della vera riproduzione musicale. Ricordiamo infatti che col suo modello 6020, la NAD riuscì ad entrare nelle case dei più oltranzisti analogisti, ed a farsi accettare di buon grado.
Si tratta quindi di un lettore di medio livello, ad 1 bit MASH come convertitore, dal buon peso di quasi quattro chili e mezzo. Si presenta con un'estetica seria e priva di fronzoli, con un gradevole led rosso/arancione ad avvisarti che il disco sta girando. Sul retro troviamo le solite uscite bilanciate/sbilanciate ed un'uscita ottica. Il telecomando è in dotazione (e serve!) e vi è anche la "facilities" dei 20 brani programmabili (sic!).
Uscendo, il platorello alloggia CD da una minore sensazione di plasticosità rispetto agli usa e getta. Ciò testimonia l'uso di una buona meccanica, ma non ci esime dall'attuare tutti quei rimedi atti a proteggere il cd dai disturbi di qualsiasi genere nel corso della lettura. Allo scopo occorre appoggiare il lettore su un supporto stabile ed antirisonante, di poggiarlo su tre piedi anziché sui suoi quattro, magari realizzati con materiale gommoso o smorzante, od addirittura su delle molle fabbricate per l'occasione, e di utilizzare il dischetto aggiuntivo come smorzatore (esattamente come ho fatto io), quello in commercio o quello segnalato dal nostro vulcanico Direttore (vedi Prova Accessorio).
L'interno dell'apparecchio offrirà allo sguardo un cablaggio ordinato e minimalista. Le resistenze, afferma la casa , sono selezionate con cura ed il principio generale qui applicato è quello della minor lunghezza possibile del segnale.
L'ascolto è stato condotto con il mio impianto, adesso aggiornato, formato:
Giradischi Analogico Thorens 320 con testina Audiotechnica; Preamplificatore Thorens Restek;
(Continua a pagina 2)
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