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PROVE AUDIO
SORGENTI ANALOGICHE - GIRADISCHI


DATA PUBBLICAZIONE
21/01/2008

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Il super alimentatore separato per il giradischi analogico Klimo Beorde: Klimo Taferlunde.

ANTEPRIMA MONDIALE!
KLIMO TAFELRUNDE
ALIMENTATORE ESTERNO PER IL GIRADISCHI ANALOGICO
KLIMO BEORDE
DI ROBERTO RUBINO

Il dottor "K" colpisce ancora. E lo fa con grazia, senza clamori. Stupisce, invece, nelle case di chi lo accoglie, ignaro dei miglioramenti che lo attendono. E' successo anche al sottoscritto e al gruppo di ascolto "Potiomkin" della redazione di HFG.
La prova che l'importatore italiano ci ha permesso di condurre, Suono e Comunicazione, era stata caldeggiata durante il primo test casalingo del giradischi a sospensione magnetica Beorde, corredato dell'illustre braccio "Bliant" da oltre 12 pollici. Un monumento di eleganza e bellezza. Gli antichi greci avrebbero detto "kalòs kai agatòs": bello e buono. Nel senso che la forma si coniuga con la sostanza.

Ebbene, quando il buon Marco Martorana, titolare della "Crea" di Ragusa, è venuto pazientemente ad installarmi il Beorde, la differenza col Rega P7 si era avvertita subito: maggiore fluidità, omogeneità complessiva del messaggio musicale, intelligibilità dei più minuti particolari: come scritto nella prova pubblicata su HFG.

Nei mesi a seguire i cavi interni al braccio Bliant si saranno rodati, il sistema magnetico di braccio e perno, pure. Nessun influsso negativo, invece, sul fonorivelatore, come ho sentito dire da qualche saputello. Insomma, grande scena, ariosità, tipica dei giradischi di grande classe. Soprattutto imperturbabile serenità e compostezza quando il gioco delle riproduzioni si fa duro.

Fin qui nulla di nuovo. Il Beorde utilizza una tecnologia nuova, lo fa con sagacia: ed il prezzo al quale è posto in vendita (si, lo so, lo hanno detto anche altri, ma è la pura verità), in rapporto alla progettazione, è buono.
Ciò che, invece, mi ha creato qualche problema agli inizi della mia felice convivenza è stato il dover cambiare spesso la posizione della cinghia del motore esterno per passare da 33 giri a 45.
E nel pezzo di presentazione abbiamo rivolto all'importatore nazionale la preghiera di farci provare l'alimentatore separato Tafelrunde. Siamo stati accontentati nel giro di poco tempo, unico esempio, oltre Aloia, di rassicurante stima per il nostro lavoro, gratuito….

D'altronde il team manager di Suono e Comunicazione si è reso conto della nostra filosofia di azione: provare poco ma provare meglio. Basta alle prove misteriosamente scaturite da impianti sconosciuti, provenienti da chissà dove, senza riferimenti sul suono delle elettroniche adoperate. E soprattutto niente prove alla cieca. A me, troppo spesso, capita di vedere "foto ginecologiche" di componenti audio, prese da un catalogo. Bene per chi deve inserire annunci su siti scambisti. Male se si deve parlare di hi-end.
Quel componente che si recensisce, infatti, da quale casa è uscito fuori? In quale impianto ha trovato posto? Con quali ciofeche

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Vista frontale del Beorde: notare la sospensione in aria del piatto.

è stato realmente ascoltato? Mi posso fidare di quello che afferma, senza tema d'essere smentito, il redattore X?
Noi, invece, possiamo dimostrare realmente di averlo provato a casa nostra: non è sul lettino di un obitorio, non è stato scannerizzato da qualche rivista per poi tesserne le lodi sulla "ricostruzione prospettica, la scena più ampia, i bassi secchi ed asciutti come nella realtà, gli archi setosi".
"Minchiate", direbbe il conterraneo Montalbano.
Il fatto è che l'onestà intellettuale è ormai vituperata: si cambia idea ad ogni passo, la coerenza è sovrastata dal trasformismo. In tutti i settori, compreso il nostro, dove negli anni abbiamo visto cambiare tre o quattro volte le opinioni agli altri. Con l'aggravante, adesso, che se si spende per l'acquisto di un componente elettronico, l'Italia è partita svantaggiata per la svalutazione della lira. E per l'alta fedeltà si sparano cifre grosse, spropositate, su apparecchi che ai tempi di Nudell e delle Infinity non sarebbero stati neppure presi in considerazione nelle riviste specializzate.
Noi, invece, pur con i difetti che qualcuno ci addebita, forniamo una precisa fisionomia del tipo di ascolto al quale ci rivolgiamo. Con tutti i suoi limiti, per carità. Apriamo la porta di casa nostra ai lettori. Ecco, credo che questo messaggio sia passato a Suono e Comunicazione, che fa della passione e della serietà nell'assistenza una bandiera.
Non è pubblicità, perché non prendiamo un euro: anzi ci rimettiamo... Ma un riconoscimento nei confronti della nostra professionalità, permettetemi di dirlo, si.

Insomma, chiuso il preambolo, il Martorana "interruptus" s'è presentato con un ulteriore aggeggio sotto il braccio.
Lo attacca alla presa elettrica e compare un occhione verde che rimane sempre acceso. La levetta, in alluminio lucido, va su per selezionare il 33 giri e va giù per i 45 giri. Tutto semplice? Si. S'inizia subito ad ascoltare.
E la prima sensazione, con il primo disco che metto sempre sul piatto quando c'è da fare un test, ovvero
Alison Kraus, "So long, so wrong", un Original Master Recording di nuova registrazione che consiglio ai cultori del folk leggero americano, cambia aspetto. I colori non sono più caravaggeschi, ma tendono alla brillantezza di un "Der Kuss" klimtiano, se mi consentite la metafora pittorica.

Allison si fa più carezzevole: la voce è lì. Le sue corde vocali, angeliche, fuoriescono da un cantuccio nero nel quale pareva essere relegata. Le chitarre sono ancora più focalizzate: escono fuori microparticolari che non credevo esistessero. L'aria non ha smog.
E' solo quando entra lo spiumato pennuto, il Piccione tirannus-incallitus, che si ostina a portare avanti questo progetto editoriale ai confini con la follia, che l'atmosfera si fa pesante. S'incazza, starnazza, si comporta come un volatile che sta per essere ingabbiato, insomma. E' il segnale che "qualcosa è cambiato". E che anche lui, digitalista duro e puro, per una volta si lascia commuovere. Si lascia sfuggire una lacrimuccia. Ripensa ai suoi amori di gioventù: Linn, Michell, Oracle, Lurnè, Goldmund…. poi passa a un momento di irrefrenabile libidine, trasfigura il suo volto. Prima sornione, poi beffardo, poi scuro ed ansioso. Pensate: non lo vedevo così da quando era in fasce! Non è che sia cambiato, da allora: è nato proprio con queste sembianze; è bastato solo togliergliele, quelle fasce, per ottenere il risultato che vedete campeggiare in fotografia. Sua moglie, Ketty, l'ha preso così com'è. De gustibus: le azioni buone si possono anche compiere; ma se durano tutta la vita, allora è dura! Ketty, hai la mia comprensione.

Lo stesso, d'altronde, è avvenuto per il nostro tester ed amico Antonio Cotzia, dall'incredibile udito. Il suo rapporto peso/potenza è ormai in pericolosa risalita: passa troppe ore ad ascoltare musica e la bella Paola gliene fa una colpa. I suoi padiglioni auricolari sono sempre più sensibili. Durante gli ascolti non possiamo neppure andare in bagno a far pipì. Lo disturba!
Insomma, se poteste davvero verificare da quali spregevoli individui sono circondato, postulereste la mia causa di beatificazione in vita presso la Nunziatura apostolica romana. Anche se non dovete perorarla, vi assolvo comunque dai vostri peccati….
Stendiamo un velo pietoso sul degrado in cui vivo accettando la presenza dei ceffi che profittano dei miei divani. Il mio gatto schifiltoso, Trilli, li sopporta a malapena. S'inarca la schiena e si stiracchia solo quando entrano le loro gentili consorti (furbo lui).

Di fatto l'alimentatore opzionale Tafelrunde è irrinunciabile.
Completa la gamma dinamica del giradischi, la arricchisce, omogeinizza il messaggio sonoro su tutte le bande di frequenza. La differenza con l'alimentatore di serie c'è ed è importante. Chi sostiene che la differenza non c'è, vada da un otorino, e al più presto. Oppure cambi passatempo, magari si dedichi al karaoke. Per chi, invece, non potesse appropriarsene subito, programmi un suo acquisto nel tempo. La cinematica non è un'opinione: regola le leggi dell'universo. Il moto dei pianeti, delle galassie, i profili gravitazionali,  seguono forze antiche ed immutabili.
L'alimentatore, cerca di rendere costante l'apporto alla rotazione del bellissimo piatto Klimo. Chi ha un minimo di sensibilità si rende subito conto che avvio e partenza sono leggermente più rapidi e che la trazione sia più "tosta".

La prova con
Sabina Sciubba ed Antonio Forcione, pur non essendo un Lp analogico puro, incrementa la fluidità complessiva, consentendo di apprezzare maggiormente la musica e non le frequenze. Nei pieni orchestrali di Gregorio Paniagua, Villacincos, le pelli delle percussioni si riposizionano, quasi fossero state accordate un minuto prima. I campanelli, i


(Continua a pagina 2)

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