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I MAGNIFICI! SISTEMI DI DIFFUSIONE DEL SUONO INFINITY K 100 DI ROBERTO RUBINO
PREMESSA
E' con immenso dolore che mi appresto a darvi una ferale notizia. Hanno ammazzato il cioccolato! Ebbene sì, anche stavolta le multinazionali hanno deciso e ci hanno rifilato quest'altra fetta al latte. Tiè. Dopo che il nostro ottimo Marchetti ci aveva deliziato con le sue considerazioni filosofiche, con i suoi amabili discorsi sui valori, ecco che un altro piccolo, insignificante pezzo della nostra storia e della nostra cultura d'antan, veniva eroso da una decisione della Prima Repubblica CEE. Quindi, non più burro di cacao (che pare costi 10000 dollari al quintale), ma burro vegetale (che ne costa 3000). Ai consumatori basta ed avanza. Tanto non riflettono. Debbono solo trangugiare quello che viene deciso da pochi per i molti. Cosa c'entra questo con gli Infinity? C'entra, eccome! Questa ennesima profanazione della libertà, di omologazione del pensiero si inserisce in quel più ampio contesto dell'MP3, e della sempre più progressiva eliminazione dei grossi altoparlanti. In primis per le bordate sparate da un sistema fiscale iniquo, che penalizza la cultura, riducendola ad un frigorifero (più litri di altoparlante hai, più pagherai...) Ed in seconda istanza (vedi editoriale del nostro direktor) per la progressiva sparizione dei componenti oltre i 20/22 centimetri. Occorre sapersi guardare bene intorno e valutare quindi con soddisfazione la presenza , seppur sparuta, di sistemi che rispettino le regole della fisica. Ricordo il lontano 1983 quando, studenti universitari non sempre ligi al dovere, finivamo quasi sempre con Francesco a rintanarci presso i migliori negozi di alta fedeltà a Catania. Quelli erano gli anni del grande boom dell'hi-fi, o meglio, di quello che doveva essere il nuovo concetto dell'Hi-Fi. Le riviste audio facevano il quasi tutto esaurito in edicola ed il possedere un apparecchio di pregio rappresentava una conquista culturale oltre che di "moda". In una delle nostre scorribande audiofile, c'imbattemmo in un diffusore assai grande e famoso: l'Infinity 9 K. Non ricordo con quale catena fosse collegato (lettore CD Kyocera ed amplificatore Musical Fidelity A1: N. d. D.). Ricordo soltanto che ci impressionò tantissimo, per la sua estrema capacità analitica e dinamica. Poi le mode, le riviste (sempre quelle!) ci allontanarono per un po' di anni dal concetto di vera riproduzione sonora. Ci fossilizzammo in una terra senza nome, fatta di sterili intellettualismi "planari" e di isodinamiche soddisfazioni mentali . Era un mondo in cui quasi non sperimentavamo più niente, convinti che il Verbo dovesse provenire necessariamente dall'ultima moda propugnata da chissà quale importatore, perché ciò che più è nuovo deve essere necessariamente tecnologicamente più avanzato, erano gli anni delle imponenti fiere internazionali monopolizzate da minidiffusori iper-rifiniti in cui il costo del mobile superava quello dei componenti installati, che distruggevano spietatamente interi spartiti di Ravel, Mahler, Rossini, pensionando decine e decine di file di violini, facendo letteralmente sparire i fieri timpani per mettere a concorso i tamburelli folk e riducendo l'amato oboe - che dovrebbe ricordare la femminil voce - ad un piffero non proprio a punto.
Negli anni siamo cambiati. Anche le Infinity non hanno più la magia di essere indipendenti come gruppo: adesso fanno parte del gruppo Harman International, e ciò ha consentito loro una consistente riduzione dei prezzi. Nudell, mitico progettista audio di quegli anni, ha fondato la Genesis , mentre la Infinity propriamente detta ha conservato alcune prerogative del marchio: ad esempio il tweeter isodinamico EMIT, ora aggiornato nella versione B ed altri piccoli particolari che le hanno sempre rese famose nel mondo. Adesso la componentistica viene assemblata in Danimarca, e questo ha consentito una ulteriore riduzione del prezzo che sarebbe stata impensabile ai tempi delle 9 K. E' un diffusore davvero completo, pensato senza riguardo per le nostre consorti, col grande pallino di riprodurre musica. Alla grande.
LE INFINITY K 100
Quando arrivano a casa, incutono davvero timore nel vicinato: generalmente l'osservazione è: "Adesso aprirai una discoteca?". Invece il loro temperamento è mite. Non c'è bisogno di alzare il volume per avere già tutto a bassi livelli d'ascolto. Sono dei grandi trapezi di 150 cm di altezza per 45 centimetri di profondità e 43 di larghezza. Il peso è di 60 chili. Davvero delle bestie. La componentistica è di livello internazionale. Due grossi woofers da 31,5 centimetri l'uno a coprire le frequenze fino a 150 Hz. Un midwoofer da 17 cm copre da 150 a 600 Hz, mentre un midrange da 11.5 cm deve riprodurre fino a 3500 Hz, dove poi interviene l'Emit, isodinamico. La risposta in frequenza si spinge tranquillamente ai 30 hertz in modo abbastanza lineare (+/- 2 dB) ed arriva fino agli estremi dei 45 Khz. Il mobile è abbastanza elegante, in doghe di abete chiaro. Il retro presenta delle eleganti etichette a ricordarci che si tratta del modello di punta della serie K. Un condotto di una decina di centimetri di diametro si apre alle spalle dei woofers. Al di sotto troviamo degli splendidi connettori dorati, ponticellati dalla fabbrica per permettere l'immediato collegamento con un solo amplificatore. Chi vuole potrà biamplificare o andare in biwiring.
La casa correda i diffusori di massicci piedini a punta che faranno la gioia dei nostri parquet, ma vi garantisco, in controtendenza con altre opinioni, che il suono fornito con i grossi piedoni in gomma di serie è veramente realistico e ben bilanciato agli estremi di gamma. In tal senso non è il tipico grosso diffusore con alti sparati a mille. No. A patto che non lo colleghiate a pacchiane apparecchiature, che sarebbero impietosamente svelate da sua altezza reale. Se comunque siete in tre persone a posizionarli, potete anche piazzare i piedini a punta, nei quali personalmente non ho mai creduto. Infatti, di fronte ad una trascurabile…..
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