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CARATTERISTICHE TECNICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE Constellation Hercules Amplifier: Analogic Type Discrete BJT's; Average Elctrical Power: 200W; Protection: Yes; Volume Control: Yes; Cut-Off Freq. Control: Yes, continuous; Polarity Switch: Yes; Line Level Input: Mono-Stereo unbalanced RCA pin jack. Acoustical Load: Bass Reflex NRS with bi-exponential vent; Driver: 320 mm Coated Paper. Low Pass Xover: 40-180Hz Active 2nd order. Size (HxWxD): 410x410x600 mm. Weight: 30 Kg. Cabinet Finishing: HDF wood. Packaging: Size (HxWxD): 545x690x485 mm; Pieces: 1; Weight: 33 Kg.
LA COPERTINA LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE SUBWOOFER ATTIVO CHARIO CONSTELLATION HERCULES UN FLESSIBILE INTEGRATORI DI BASSI… DI FRANCESCO S. PICCIONE
Il mondo hifi è ricco di recensioni sbrigative, elogianti, sussurrate, partigiane, ma poche utili per i lettori. Spesso vengono create delle illusioni che con il trascorrere del tempo contribuiscono alla creazione dei miti. Con "Le Grandi Prove di HI-FIGUIDE" entriamo nel vivo di questa differenza, analizzando approfonditamente il componente sottoposto a test.
PREMESSA
Dopo la prova dei diffusori Chario Ursa Major (HFG n. 12/2008), dei fantastici Academy Sovran (HFG nn. 15 e 16/2008) e dei Constellation Pegasus (HFG n. 23/2009), eccoci alle prese con un altro oggetto uscito dalla geniale matita di Mario Marcello Murace: il subwoofer attivo Constellation Hercules.
E' possibile realizzare una prova di ascolto di un subwoofer? Certamente non da solo, poiché senza i diffusori principali, non è che si possa contare su chissà quale suono. Infatti, nel n. 16/2008 di HI-FIGUIDE, abbiamo testato un altro Hercules in unione con le ESB 7/06 e le Chario Academy Sovran, con ottimi risultati.
Nella recensione delle Chario Constellation Pegasus, ho evidenziato la possibilità di migliorare le già eccellenti prestazioni sonore, con l'inserimento di un subwoofer attivo, in modo da ampliare le prestazioni tecniche e sonore della gamma bassa, che apporterebbe notevoli benefici specialmente nella riproduzione della grande orchestra sinfonica. Teoricamente.. secondo quanto espresso nell'articolo teorico è possibile. Adesso vedremo com'è andata in pratica.
I diffusori Chario Constellation Pegasus, contrariamente alla stragrande maggioranza dei diffusori in commercio, possiedono un ottimo bilanciamento timbrico. Ciò significa che il loro timbro è simile a quello di sistemi di più grandi dimensioni, sia nelle voci che negli strumenti musicali. Si tratta quindi, di diffusori di riferimento, che in effetti, non avrebbero bisogno del subwoofer. La stessa Chario, però, è molto sincera quando dichiara un taglio in gamma bassa posto a 45 Hz. Questa sincerità è sconosciuta alla stragrande maggioranza dei costruttori di diffusori alla moda, ossia quelle schifezze anche dal costo di qualche migliaia di euro, di cui gli audiofili vanno ghiotti come gli orsi del miele. Questi costruttori, si "divertono" a dichiarare tagli in basso "mirabolanti" rispetto alle caratteristiche costruttive dei diffusori, adducendo di avere trovato sistemi costruttivi in grado di fare miracoli. Un taglio a 45 Hz, significa avere una pressione acustica inferiore di 18 dB un'ottava più in basso, ossia a 22,5 Hz. Considerata la nostra perdita uditiva in quella zona di frequenze, non sono pochi. Secondo quanto detto nel mio articolo teorico, l'emissione dei 16 Hz, frequenza limite per considerare un sistema realmente hi-end, sarebbero piuttosto compromessi, come tutta la zona dei bassi profondi. E' un problema non delle Pegasus, ma di tutti i diffusori!
Da qui l'esigenza e la possibilità di utilizzare il subwoofer per colmare la lacuna. L'ha colmata con le ESB 7/06 e le prestigiose Academy Sovran, diffusori decisamente più grandi dei Pegasus, la cui frequenza di taglio è inferiore ai 45 Hz. Vediamo se in questo caso ed in altri similari, quale sarà il risultato.
COSTRUZIONE
Nella lettura della parte teorica relativa alle basse frequenze e subwoofer in generale, avrete certamente notato che le forze fisiche attive nella gamma di frequenze inferiori ai 100 Hz, sono piuttosto elevate. Ciò significa che il cabinet ed il trasduttore devono essere realizzati con estrema cura, non solo per sopportare elevati stress, ma soprattutto per evitare facili immissioni di rumori aggiuntivi nel corso della riproduzione. Chiunque di voi, immagino abbia visto almeno una volta nella vita, come si muovono in certe situazioni i woofer dei diffusori; per cui dovrebbe essere chiaro che il subwoofer è il posto meno tranquillo al mondo dove passare le proprie vacanze….
Dal punto di vista strutturale, abbiamo già esaminato la cura costruttiva che Chario infonde ai suoi diffusori. Una cura maniacale, di elevatissimo livello, probabilmente non seconda a nessuno, dichiarazioni pubblicitarie a parte. Anche nel caso dell'Hercules, l'ebanista di casa Chario, Vlady Dalla Fontana, colui che si occupa della realizzazione dei modelli più impegnativi, non ha fatto mancare nella realizzazione dell'Hercules tutta la sua esperienza, maturata in tanti anni, soprattutto nella realizzazione dei diffusori top di gamma.
Contrariamente ai diffusori da noi testati, l'Hercules, essendo un sub, non possiede particolari forme geometriche. Tuttavia è stato ingentilito non poco, mediante l'utilizzo di due pannelli laterali di legno, accoppiati alla finitura nera tipica della serie Constellation. Nel momento in cui scrivo, la Chario per nome di Giorgio Frongia, mi comunica che sono previste nuove altre finiture, per venire incontro a richieste diverse dal punto di vista dell'inserimento in ambiente domestico.
L'Hercules si presenta come un parallelepipedo di forma rettangolare, con in basso la "feritoia" di Murace, tipica dei progetti alto di gamma. Su questo tipo di accordo reflex, vi ho già ampiamente detto nel corso delle diverse recensioni; a quelle vi rimano per un maggiore approfondimento. Qui posso richiamare l'utilità di questo tipo di accordo nella "riduzione" della cubatura del cabinet a parità di prestazioni tecniche. Fattore non di poco conto, considerato che a causa della enorme e diffusissima corruzione politica italiana, i costi delle abitazioni sono aumentati a dismisura, costringendoci a vivere in spazi sempre più ridotti. La "feritoia" è realizzata mediante una tavola di legno opportunamente lavorata e rifinita, fissata al cabinet tramite quattro distanziali. Tutti questi elementi sono realizzati in modo da minimizzare la migrazioni di vibrazioni da questa al cabinet e viceversa. Allo scopo, tutta la struttura fisica è stata realizzata in modo da eliminare o minimizzare le vibrazioni e risonanze, che in questa gamma di frequenze hanno potenze notevoli.
Asportando la base lignea, troviamo il woofer ed il condotto reflex. Il "reflex" Murace è del tipo "a doppio esponenziale", caratterizzato da una notevole difficoltà di sviluppo e messa a punto. Per questo motivo non se ne trovano in giro… poiché spesso i costruttori non gradiscono perdere tempo nella realizzazione di progetti importanti che si pongono come evolutivi, ma contare su progetti semplici, veloci ed economici nella costruzione. Tanto sanno perfettamente che gli audiofili acquistano non con le orecchie, ma con la vista ed il… nome. Altra caratteristica di questo tipo di reflex, consiste nel fatto di potere sfruttare la configurazione del cabinet, per disporvi il condotto dalla lunghezza richiesta dai calcoli matematici. Sembrerebbe ovvio, ma non è così, poiché molti costruttori, in parecchi loro diffusori sono costretti a troncare la lunghezza del condotto, per ragioni di mancanza di spazio. Troncare il condotto significa chiaramente non fare funzionare l'accordo nel modo giusto, danneggiando irreparabilmente le prestazioni in gamma bassa dei diffusori. Ma nessuno se ne accorge…. La troncatura è una usanza piuttosto diffusa presso i migliori diffusori per audiofili…. pensate un po' cosa acquistate ….
Il woofer è un componente appositamente realizzato per Chario, disegnato sempre da Mario Marcello Murace. Si tratta di un 12 pollici (30 cm) di diametro, con membrana in cellulosa trattata, bobina da 50 millimetri. La sospensione è in gomma piuttosto rigida. Ciò comporta una durata illimitata del trasduttore, poiché non vi sarà necessità di sostituzione della stessa dopo anni di utilizzo. Anzi le prestazioni migliorano con il tempo, fin quando non raggiunge la giusta dose di elasticità. E' questa la caratteristica che contraddistingue tutti i progetti alto gamma di Chario, contrariamente, ad esempio, a quelli della ESB, le cui sospensioni dei woofer erano realizzate in foam, materiale degradabile dopo tanti anni che richiede la necessità di sostituzione periodica. Il woofer è dotato di un grande complesso magnetico, disegnato per controllare il movimento della membrana anche nei momenti di elevate escursioni, compiute dalla bobina (il pistone nell'esempio dell'editoriale) all'interno del traferro (il cilindro…).
Il subwoofer è del tipo attivo, ossia è dotato al suo interno di un amplificatore di potenza, nonché di un crossover elettronico. Nell'Hercules è possibile regolare la frequenza di taglio da 40 a 180 Hz; il livello continuo del volume e la fase tra 0 e 180 (fase invertita). L'amplificatore fornisce una potenza di 200 W, ampiamente sufficiente per l'uso domestico. Adatta per soddisfare il fabbisogno energetico della gamma bassa. In particolare, la richiesta aumenta man mano che diminuisce la frequenza da riprodurre; ciò a causa ….
CONTINUA SU HI-FIGUIDE N. 29 - SETTEMBRE 2010
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