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FOTO
I diffusori planari isodinamici con tweeter quasi a nastro Magnepan MG 1.6 QR.

Foto tratta dal sito Web Ufficiale.

TEST
HI-FIGUIDE n. 28/2010

MAGNEPAN MG 1.6 QR
DIFFUSORE PLANARE CON TWEETER QUASI A NASTRO….
IL GRADINO DI ACCESSO AL SUONO MAGNEPAN
DI FRANCESCO S. PICCIONE

PREMESSA

Più volte ci siamo occupati in queste pagine dei diffusori planari Magnepan, l'azienda che per prima realizzò i trasduttori isodinamici, la stessa che ha inventato il tweeter a nastro. I primi diffusori oggetti del nostro interesse sono stati gli MG 2.5R con tweeter a nastro; recentemente abbiamo esaminato gli MG 2.7 QR con tweeter Quasi Ribbon, riscontrando un peggioramento sonoro. Oggi ci occupiamo di una coppia di diffusori di nuova produzione: gli MG 1.6 QR, secondo sistema a partire dal basso.

Anche questi, non ci sono stati consegnati per la recensione, per cui ci siamo accontentati di testarli a casa di un audiofilo, lo stesso che ci ha permesso di effettuare la prova degli MG 2.7 QR. Come nella prova precedente, il test è durato a lungo, sin dal giorno in cui i diffusori sono entrati nella sala di ascolto. Ho potuto quindi "toccare con mano" la loro evoluzione sonora, man mano che il rodaggio è avanzato. Come per la precedente prova, non abbiamo avuto l'autorizzazione alla pubblicazione di foto.

Infine, vi rinviamo alla lettura dei due precedenti articoli sui diffusori Magnepan, per le informazioni relative alla azienda, al suo fondatore e sulle differenze tra i trasduttori isodinamici ed a nastro (HFG n. 10/2008 e n. 19/2009). Vi ricordo che essendo HFG una rivista di approfondimento, gli argomenti contenuti non vanno mai fuori moda…

CONDIZIONI DEL TEST

Come detto in precedenza non ho avuto l'autorizzazione a pubblicare le foto. Peccato perché l'impianto a cui questi MG 1.6 QR sono stati collegati è particolarmente interessante.

Ad esempio, le sorgenti analogiche, sono ben… tre! Il Thorens 125 con testina Sumiko Blue Point, il Rega Planar 25 (non da S/M) con braccio RB 300 e testina Grado ed il VPI Scoutmaster + braccio JMW9 e testina Clearaudio (un giradischi così così…).
La sorgente digitale è il due telai North Star Extremo, meccanica e convertitore separati.
Il preamplificatore a transistor è il Conrad Johnson PF 2 con ingressi solo linea; il pre-pre phono MC un Mark Levinson JC 2 (una rarità…). I finali sono entrambi della Conrad Johnson: il celebre MV 60 a valvole da 50 Watt per canale e l'MF 200 a stato solido da 200 W. Infine, per caso un subwoofer attivo (però non da S/M) della B&W: l'AS 700.

I diffusori sono inseriti in un ambiente piuttosto grande, poco più di 40 m2, di forma irregolare.
Il punto di ascolto è posizionato a poco più di 3 metri, mentre la distanza interna tra i diffusori è di poco superiore ai 2 metri. Lo spazio laterale a destra ed a sinistra dei diffusori è abbondante, in misura tale da potere inserire anche le MG 3.6R. Il proprietario, però, è convinto - grazie alle idiozie che scrivono nelle riviste classiche - che siano troppo grandi, come considerava grandi anche le 2.7QR. Difatti, adesso possiede quelle in prova: le MG 1.6 QR…. Peccato, perché in quell'ambiente le 3.6 ci starebbero a pennello.

LE CARATTERISTICHE PECULIARI

Come più volte affermato, non è semplice valutare con cognizione di causa il suono dei diffusori planari.
Il loro problema principale è allo stesso tempo il loro punto di forza:
l'emissione posteriore o meglio in "aria libera". Succede che in un ambiente di ascolto l'emissione posteriore una volta riflessa, si incontra con quella anteriore;  interfacciandosi con questa, vengono variate una lunga serie di parametri. In particolare, il problema principale risiede nella gamma bassa. A partire da una certa frequenza, compresa tra i 120 ed i 200 Hz secondo la larghezza del pannello del diffusore, l'interferenza tra le due emissioni raggiunge livelli tali da cancellare totalmente o parzialmente le basse frequenze, fino al minimo emesso dai diffusori, situato alla loro frequenza di risonanza. Il decadimento della pressione acustica è di 6 decibel (dB) per ottava, dalla frequenza di taglio prima specificata (tra i 200 e i 120 Hz) fino alla frequenza di risonanza dell'altoparlante (30-60 Hz secondo le dimensioni). Si tratta quindi di una attenuazione importante, che di fatto limita le prestazioni della gamma bassa, sia dal punto di vista della pressione acustica che da quello sonoro.
Per questo la posizione dei diffusori planari nell'ambiente, assume un ruolo determinante nelle prestazioni sonore, molto più che dei diffusori dinamici. E' possibile ad esempio, "rinforzare" alcune frequenze per recuperare parte della perdita di pressione acustica, ma fondamentalmente non è possibile cambiare lo stato delle cose. La ricerca della migliore posizione non è complicata; anzi spesso è fonte di "gioco" per l'audiofilo.

Secondo il posizionamento,
la timbrica dei diffusori planari cambia moltissimo.
La variazione è la stessa che si ottiene nei colori, per cui è possibile passare da una posizione di timbrica acida e metallica (tipica di alcuni minidiffusori) ad una di maggiore equilibrio (ma mai calda o calorosa). Quindi, secondo il posizionamento, la vostra cantante preferita assumerà diversi colori timbrici: dalla completa trasfigurazione al ringiovanimento di 30 anni…. Esagero certo, ma poiché non siete presenti nel corso del test, devo ricorrere agli esempi eccessivi per far comprendere meglio la situazione.

Non vorrei, però, allarmarvi eccessivamente! A tutto c'è rimedio. Con i
subwoofer attivi, ad esempio, se non vi fate condizionare dai "condizionamenti" psicologici, falsi miti, luoghi comuni e leggende metropolitane, è possibile riequilibrare quasi perfettamente il bilanciamento timbrico, prescindendo dal posizionamento dei diffusori. Ne parleremo nel prossimo numero di HFG.

IL TEST DI ASCOLTO

Dopo un anno dall'acquisto, i diffusori sono stati ben rodati e mostrano la loro effettiva personalità….

CONTINUA SU HI-FIGUIDE N. 28 - LUGLIO 2010
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