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LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE I MAGNIFICI! MAGNEPAN MG 2.7 QR DIFFUSORE PLANARE CON TWEETER QUASI A NASTRO…. DI FRANCESCO S. PICCIONE MINIMUM STANDARD© APPROVED
Da anni si è perduta in Italia la corretta concezione del diffusore. "I MAGNIFICI!" è una rubrica nata per questo, per segnalare quei diffusori che in virtù di precipue caratteristiche meccaniche, tecniche e sonore, sono da considerare un riferimento definitivo per gli audiofili. Come questo in prova….
PREMESSA
Prima di iniziare a parlare di questi diffusori, occorre segnalarvi il fatto che questi non sono stati provati nelle nostre sale della redazione. Ciò perché nessuno ci ha inviato dei modelli in prova. Questi diffusori sono di proprietà (anzi erano da qualche mese) di un nostro lettore da diversi anni; poiché è una persona che frequento spesso, li ho ascoltati sin dal giorno in cui gli sono arrivati… Si tratta, quindi, di un test molto lungo, durato 5 anni, tanto questo signore li ha tenuti. A tutto vantaggio della qualità del test!
La seconda segnalazione, riguarda il fatto che il proprietario non ci ha dato l'autorizzazione a pubblicare le foto. Non chiedetemi perché: non lo so nemmeno io! D'altronde, non me ne ha mai fatto fare…. Peccato, perché il suo impianto è composto da numerosi importanti componenti, di cui per ognuno potrei fare una accurata recensione. Solo che senza foto, mi sembra di aderire al circolo delle recensioni "fantasma" o "fasulle"…. Per cui scusateci per l'inconveniente.
Data l'inerzia del distributore italiano non mi sembra il caso di tacere sui pregi e difetti di questi diffusori, soprattutto adesso che sono usciti di produzione, in modo da farveli conoscere e decidere se acquistarli usati. Dopo la prova delle MG 2.6R pubblicata lo scorso anno sul n. 10/2008, è opportuno farvi conoscere il modello successivo, che in realtà sembra più un passo indietro che una naturale evoluzione, come noterete nel corso della lettura.
I TRASDUTTORI ISODINAMICI E TRADIZIONALI
Oltre quarant'anni or sono un certo Jim Winey, ebbe la brillante idea di realizzare un prototipo di diffusore che fosse diverso da quelli allora esistenti, pur avendo lo stesso principio di funzionamento. La sua idea fu pressappoco questa: "Anziché realizzare una bobina a spirale da inserire all'interno di un campo magnetico, con tutte le conseguenti non linearità, perché non disporla in altro modo?".
Non so se mr. Winey abbia iniziato gli esperimenti in un garage in America, come solitamente succede da quelle parti, ma immagino che abbia fatto diversi tentativi prima di realizzare il prototipo definitivo. Alla fine il colpo di genio fu quello di prendere un foglio leggerissimo di plastica di forma rettangolare; prendere la bobina ed appiccicarla sul foglio a mo' di serpentina, rispettando una certa distanza tra una salita e discesa (o file parallele); infine, posizionare i magneti sulla destra e sulla sinistra del filo, dietro la membrana, ancorati in un telaio metallico pieno di fori, da cui far passare l'emissione posteriore.
Il principio di funzionamento è identico al trasduttore tradizionale a cono; semplicemente, anziché la bobina essere avvolta a spirale ed inserita in un magnete di forma circolare, nei diffusori di Jim Winey la struttura della bobina è lineare, con fili paralleli disposti a serpentina; i magneti sono posti nel lato posteriore della membrana, incolonnati per file parallele, a destra ed a sinistra del filo della bobina; il tutto sorretto da una struttura metallica forata. Un sistema ingegnoso pur sfruttando il medesimo principio di funzionamento dei trasduttori magnetodinamici a cono.
All'inizio (e per lungo tempo) il filo della bobina era a sezione tonda ed incollato sul foglio di mylar. Con gli anni, questo filo si evolse, sino ad assumere le dimensioni oggi conosciute, ossia piatto con sezione variabile, secondo la porzione di frequenze che deve riprodurre. Anche la distanza tra le file parallele della serpentina, con il tempo si è assottigliata, estendendo così la superficie dove viene esercitato il controllo del campo magnetico.
La disposizione del filo a serpentina anziché avvolto a spirale, consente di realizzare un trasduttore a resistenza pura e costante al variare della frequenza. Sono, quindi, assenti le variabili dei trasduttori tradizionali, ossia il picco di impedenza alla frequenza di risonanza e l'effetto induttivo all'aumento della frequenza (ossia l'aumento della resistenza elettrica direttamente proporzionale all'aumento della frequenza fino a causare la perdita totale di emissione). I trasduttori isodinamici (o magnetoplanari), contrariamente ai tradizionali magnetodinamici, sono delle resistenze pure, a tutto vantaggio della qualità della riproduzione, che non conosce gli sfasamenti introdotti dalla configurazione tradizionale….
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