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I diffusori Chario Academy Sovran accanto alle mitiche e storiche ESB 7/06.

TEST
HI-FIGUIDE n. 16, Dicembre 2008
HI-FIGUIDE n. 15, Ottobre 2008

HI-FIGUIDE TEST
ESCLUSIVO!
SISTEMA DI DIFFUSIONE DEL SUONO + SUBWOOFER ATTIVO
CHARIO ACADEMY SOVRAN + CHARIO CONSTELLATION HERCULES
IL SUONO HI-END MADE IN ITALY
DI ANTONIO COTZIA

Oggigiorno non esistono più i grandi diffusori che c'erano una volta, fino agli anni '80. Tale fatto ci costringe ad ascoltare con una limitazione in gamma bassissima, più o meno accentuata in rapporto alle dimensioni fisiche dei diffusori principali. In questo articolo analizzeremo i diffusori Academy Sovran provati nello scorso numero con ottimi risultati alle prese con un subwoofer attivo, per vedere l'effetto che fa….

PREMESSA

Quando il nostro direttore mi disse che la Chario ci avrebbe inviato le nuove Academy Sovran per la prova non ci volevo credere. Finalmente un diffusore Chario della Serie Academy, provato nelle nostre sale di ascolto e non in negozio! Quando mi disse che le avremmo portate a casa mia per la prova in abbinamento al mio subwoofer attivo Chario Hercules, ne fui onorato e non vidi l'ora di ascoltarle, anche per saggiare la salute delle mie vecchie ed inossidabili ESB 7/06.

Nella lunga prova effettuata nella nostra sala 1, le Sovran hanno dimostrato di possedere classe. Precise, dettagliate, microcontrastata, soprattutto naturali e musicalissime: niente male come presentazione.
La stessa Chario dichiara un taglio in gamma bassa situato a 35 Hz. Tale fatto, legato soprattutto alla limitazione dimensionale dei diffusori, non certo ad un errore di progetto o mancanze del progettista, come vedrebbe da pensare vedendo le caratteristiche, particolarmente truccate, di certi costruttori di diffusori. Per cui in noi si creò una curiosità di ascoltare in abbinamento con il subwoofer attivo. Niente di meglio che utilizzare quello in mio possesso, Constellation Hercules, sempre della Chario.

L'intento della prova è duplice. Da un lato quello di verificare la fattibilità dell'abbinamento con un subwoofer. Dall'altro, quello di fornire una prima guida all'utilizzo corretto del subwoofer, in attesa della pubblicazione di un articolo interamente dedicato a questo argomento.

L'AMPIEZZA DI BANDA

La necessità di avere dai diffusori dotati della capacità di emettere la più ampia banda passante, l'ebbi oltre un ventennio or sono quando conobbi l'amico comune con il direttore, il compianto Franco Adorno, quando ascoltai il suo impianto. Questo era abbastanza atipico e complesso; era terminato con tre coppie di diffusori, di cui una di queste dotate di supertweeter. Le coppie di diffusori erano disposte in progressione dalla parete di fondo fino a giungere verso l'ascoltatore: in fondo una coppia di Tannoy con woofer da 38 cm e triplo accordo reflex; più avanti verso il punto di ascolto, a ¾, una coppia di diffusori con supertweeter aggiuntivo; più vicino al punto di ascolto, ad 1/3, un'altra coppia di diffusori.

I diffusori posti in fondo alla sala di ascolto erano in grado di arrivare tranquillamente sino ai 16 Hz!
La sala di ascolto era di dimensioni tali da permettere l'ascolto delle frequenze molto basse; con il nostro apparato uditivo sino a 20 Hz; con il nostro corpo sotto questa frequenza. L'impianto messo a punto dall'allora sedicenne Francesco S. Piccione, suonava divinamente e Franco poteva vantarsi di avere la sala gremita di persone, appassionati audiofili, musicisti, appassionati di musica e semplici curiosi. Nulla di paragonabile alle sale sempre vuote dei possessori di impianti cosiddetti alla moda o semplicemente dotati di minidiffusori.

Ascoltando per la prima volta quell'impianto, rimasi stupito di come riusciva a riprodurre in modo convincente il pianoforte e l'organo, oltre a tutti quegli altri noti strumenti utilizzati nella musica sinfonica. Sino a quel momento, non avevo mai sentito nulla di simile, capace di riprodurre gli armonici degli strumenti in modo completo. Per cui ero convinto che fosse praticamente impossibile riprodurre correttamente gli strumenti musicali già negli anni '80. Era il periodo in cui ancora in negozio era possibile trovare diffusori di generose dimensioni (mi ricordo Acoustat, ESB 7/05, JBL, Yamaha, Electrovoice Sentry e Patrician, ecc.), ma non tutti li avevo sentiti in condizioni corrette. All'epoca non conoscevo ancora colui che sarebbe diventato il direttore di questa testata, conosciuto attorno nel 1998, presentato da un altro amico comune: Franco lo teneva tutto per sé….

Tramite Franco Adorno e, dietro suggerimento di Francesco, acquistati sul finire degli anni '80 i miei attuali diffusori, le ESB 7/06 che ancora oggi ben figurano nei confronti di diffusori più moderni, che pur non proponendo la stessa pulizia di suono ed assenza di risonanze, come ad esempio le Sovran, grazie alle loro generose dimensioni riescono ad emettere un calore nel medio basso che mi soddisfa pienamente. Anche questi diffusori hanno un taglio situato attorno a 35 Hz, ma il loro accordo è in cassa chiusa. Ciò significa una possibilità maggiore, rispetto al bass-reflex, di far sentire le note più basse. Nonostante ciò, anche le 7/06 hanno bisogno dell'aiuto del subwoofer per le frequenze inferiori ai 35 Hz. Fin quando c'era Franco, non mi ero mai posto questo problema: una o due volte a settimana, andavo nel suo "salotto" ad ascoltare musica e disquisire di interpretazioni dei diversi direttori di tutte le sinfonie di Mahler, delle diverse qualità delle registrazioni, nonché di hifi. A Franco li feci conoscere Eric Kunzel e la Cincinnati Pop Orchestra, le sinfonie mahleriane dirette da Bernestein… ma c'era un ostacolo! Il nostro direttore! Se le registrazioni a Lui non piacevano, Franco non le acquistava. Anche Franco, come un nostro lettore ha dichiarato di sé, non faceva nulla se prima non studiava la cosa con Francesco. Mi ricordo che lasciavo i dischi che più gli piacevano per vagliarli insieme a Francesco e successivamente decideva se recarsi in negozio per ordinare la copia.

La lezione (tra le tante) di Franco Adorno in tema di alta fedeltà, ben recepita dal nostro direttore, era semplice: per riprodurre correttamente la musica, occorre riportare la cubatura di ogni singolo strumento musicale nella propria sala di ascolto. Se ad esempio, un contrabbasso è alto due metri e grande tot litri, allora anche i diffusori devono possedere almeno ¾ della loro cubatura. Franco sosteneva inoltre, che i diffusori dovessero essere accordati, ossia che la loro cassa dovesse fungere da cassa di risonanza, come accade per gli strumenti musicali (qui risiede invece, la differenza con il nostro direttore). Inoltre, primo fra tutti all'epoca, Franco sosteneva la necessità di possedere una capacità dinamica paragonabile a quella degli strumenti musicali.

Lo scambio di notizie, informazioni, esperienze tra Franco e Francesco ha portato poi a quella che secondo me è la migliore rivista del settore che sia mai apparsa in Italia, dedicata all'alta fedeltà ed alla corretta riproduzione musicale; né agli operatori (che dall'alto dei miei 64 anni noto essere spesso persone poco serie …) e nemmeno ai lettori (spesso più interessati alle mode o ad entrare in possesso del giocattolo del momento che alla corretta riproduzione…): HI-FIGUIDE. Non lo dico perché ne faccio parte: anzi, sono orgoglioso di fare parte di un evento importante per la storia della riproduzione musicale.

CONDIZIONI E SCOPI DEL TEST

L'intento che ci siamo posti per questa prova, è stato, dopo le eccezionali prestazioni sonore che hanno mostrato nei due ambienti della redazione di Siracusa, di verificare due cose:

1. la prima, il loro comportamento in un'altra sala di ascolto e di diverse dimensioni;
2. la seconda, quanto il loro comportamento sonoro mutava con l'inserimento di un subwoofer attivo;
3. la terza, l'interfacciamento con un impianto diverso.

Le finalità che ci siamo quindi posti in questa prova, durata circa un mese, sono diverse da quella pubblicata su HFG n. 15. Qui vogliamo appurare la variazione sonora con l'introduzione di un subwoofer Hercules, che pur non essendo della serie Academy, appartiene alla serie di prestigio della Chario: la Constellation. Vogliamo verificare se con il subwoofer si ottengono miglioramenti sonori rispetto alla coppia single di Sovran, in modo da poter creare un sistema hi-end monomarca. Vogliamo scoprire anche se vi sono problemi legati al suo uso, come quelli descritti da tanti detrattori dell'uso del subwoofer…..

Continua su HI-FIGUIDE n. 16, DICEMBRE 2008
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