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PROVE AUDIO
SISTEMI DI DIFFUSIONE DEL SUONO


DATA PUBBLICAZIONE
15/05/2008

FOTO

I diffusori Chario Constellation Ursa Major sono diffusori atipici di riferimento, realizzati in Italia. Un "Magnifico" tra i pochi..

LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE
I MAGNIFICI!
CHARIO CONSTELLATION URSA MAJOR
DIFFUSORI DINAMICI ATIPICI DI RIFERIMENTO
IL MAGNIFICO… ESOTERICO!
DI FRANCESCO S. PICCIONE
MINIMUM STANDARD APPROVED
HI-FIGUIDE GOLD, THE COMPONENT STATE OF THE ART

Da anni si è perduta in Italia la corretta concezione del diffusore. "I MAGNIFICI!" è una rubrica nata per questo, per segnalare quei diffusori che in virtù di precipue caratteristiche meccaniche, tecniche e sonore, sono da considerare un riferimento definitivo per gli audiofili. Come questo in prova….

PREMESSA

Nella mia personale ricerca del suono assoluto, ho sempre tenuto d'occhio il più alto numero possibile di diffusori. Ciò perché, inutile ripeterlo ai lettori di HFG, sono questi che determinano la qualità del suono di un qualsiasi impianto audio. Potete fare quello che volete: potete utilizzare amplificatori dal costo stratosferico e dalla potenza aberrante; potete utilizzare il miglior giradischi o sorgente che uomo abbia mai prodotto; ma è perfettamente inutile che questi componenti li colleghiate, come spesso succede, a diffusori ridicoli. E' successo così per anni fino all'avvento di questa rivista. Succede ancora oggi, ma per fortuna in tono minore e spesso con la consapevolezza di non potere ascoltare meglio.

Il diffusore oggetto del nostro test, riguarda indubbiamente quella esclusiva classe di appartenenza che HFG ha denominato "
I Magnifici!". Sono questi, tutti quei diffusori che all'epoca della nascita di HI-FIGUIDE, rientravano nella fascia di prezzo compresa tra i 5 ed i 10 milioni di lire la coppia.
Adesso, con la rovina apportata dall'euro e dai due sciagurati governi italiani,
la soglia è balzata a 6.500 euro la coppia. I "Magnifici!" sono quei pochissimi diffusori che in virtù delle loro intrinseche caratteristiche progettuali, tecniche e sonore, esprimono prestazioni sonore decisamente superiori alla fascia di appartenenza e sono quindi in grado di realizzare quel concetto di "value for money" che oggi è quanto mai necessario.

Noterete inoltre, nel prosieguo della lettura, che questi splendidi diffusori riserveranno delle gradite sorprese.

LA DESCRIZIONE

La Chario Loudspeakers è la maggiore azienda italiana, che da 33 anni progetta e realizza sistemi di altoparlanti per impiego domestico di elevata qualità. Questa utilizza soluzioni tecniche rigorose in unione con la disciplina psicoacustica e con una esaustiva quanto finissima messa a punto in sede di ascolto ad opera del progettista Mario Murace, persona dal talento indiscusso.
I diffusori oggetto del nostro test, gli Ursa Major, modello di punta della serie Constellation, non sfuggono a questo modo di progettare e realizzare i diffusori. Infatti, esistono in catalogo da oltre 8 anni, a dimostrazione della validità e serietà del loro progetto; inoltre, ancora oggi, costituiscono un'importante evoluzione della tecnica audio nella loro categoria di appartenenza. 

Ogni Ursa Major è costituito da un satellite e da un subwoofer, formanti un unico
diffusore a 4 vie, dotato di 5 trasduttori. Il satellite si incastra perfettamente nel mobile del subwoofer, sul quale poggia tramite l'interposizione di quattro cilindri di materiale smorzante, in modo da attenuare, se non eliminare, le vibrazioni provenienti dal subwoofer.

La forma dell'intero diffusore è trapezoidale, stretta nella sezione frontale e sviluppata in profondità.
Tale forma si è resa necessaria per minimizzare le onde stazionarie e le risonanze spurie, che contribuirebbero a sporcare il segnale emesso dagli altoparlanti. L'effetto estetico di questo diffusore è straordinario e contribuisce al facile inserimento, nonostante il suo sviluppo in altezza di 140 cm, in ambienti anche piuttosto eleganti.

Il
mobile superiore, o satellite, ospita 1 tweeter, 1 midrange e 1 woofer.
I
tre trasduttori, contrariamente all'uso comune, sono montati alla rovescia, con il tweeter posto alla base del cabinet, il midrange sistemato al centro ed il woofer più sopra, a circa un metro e venti di altezza da terra. Questa particolare configurazione dei trasduttori, in accordo con il filtro dedicato, serve a detta del costruttore a contribuire ad evitare i difetti presenti nella emissione sonora dei tradizionali diffusori dinamici, rendendola più naturale nel timbro e nella spazialità.

Il
woofer ha lo stesso diametro dei subwoofers (17 cm), ma è concettualmente diverso.
La membrana in carta trattata è dotata di una cuffia parapolvere montata alla rovescia, per aumentare sensibilmente l'area utile di emissione, mentre il gruppo magnetico è di dimensioni ridotte rispetto al trasduttore del subwoofer. Il volume di carico, per ovvie ragioni, dovendo emettere frequenze superiori ai 280 Hz, è più piccolo ed in cassa chiusa, smorzata con assorbente acrilico poco pressato. La scelta di questo carico acustico mi trova d'accordo, visto che questo woofer deve preoccuparsi di emettere frequenze dove è richiesta una migliore e più veloce risposta ai transienti ed un più rapido smorzamento.

Il
midrange, è un pregevole componente da tredici centimetri di diametro.
La sospensione è in gomma molto stretta; la membrana è in cellulosa trattata con carbonio ed è dotata di un rifasatore in alluminio. Il midrange è accordato in una cassa chiusa, trattata acusticamente con una massiccia quantità di acrilico posto a strati. Il volume interno, anche a causa della conformazione del diffusore, è più grande rispetto a quello del woofer. Ciò permette un migliore smorzamento ed una maggiore attenuazione, se non l'annullamento, delle colorazioni che qualsiasi cabinet apporta alla membrana del trasduttore.
L'ogiva centrale in alluminio ci dimostra che si tratta di un trasduttore di alta qualità. Pochi sono a conoscenza del fatto che l'ogiva centrale serve per minimizzare i fenomeni di break-up delle membrane coniche e per migliorare la dispersione orizzontale. In particolare, dal punto di vista sonoro, l'ogiva centrale contribuisce fortemente a rendere le voci più naturali, liberandole dalla nasalità tipica dei tradizionali diffusori dinamici.

Come detto in precedenza, il
tweeter è sistemato in basso rispetto al mid ed al woofer.
E' un bellissimo componente con cupola morbida da 38 mm di diametro, leggermente incavato verso l'interno, in modo da favorire da un lato l'efficienza e dall'altro la dispersione orizzontale. A mio avviso, la membrana è di notevoli dimensioni per una efficace riproduzione delle frequenze superiori ai 10.000 Hz. Tale fatto si evince da una leggera perdita di emissione, visibile nel grafico della risposta in frequenza in mio possesso, ma mai riscontrata in modo lampante in sede di ascolto. L'inserimento di un supertweeter non gli avrebbe comunque fatto male…. Potrebbe essere un ottimo suggerimento per l'eventuale nuova generazione di questo diffusore.

Il
mobile del subwoofer ha la forma di un trapezio rettangolo di notevole peso, la cui base inferiore è nettamente più grande della base superiore, dove viene poggiato il satellite.
La base inferiore è composta da una lastra lignea fissata tramite distanziali al corpo del mobile, in modo da creare una fessura, da cui "escono" le basse frequenze. Rimossa questa lastra, si trovano
2 trasduttori da 17 cm di diametro, con membrana in polimero ed un cortissimo condotto reflex.
Ciò significa che i due subwoofers, ed il loro condotto di accordo, sono rivolti verso il basso, con emissione contro la piastra. Il suono che si genera esce dalla fessura presente lungo tutto il perimetro della base del mobile. Si tratta quindi di un tipo particolare di accordo reflex, utilizzato anche nel subwoofer attivo Ercules, presente in un altro impianto della redazione.
Il mobile del subwoofer è piuttosto sviluppato in profondità ed anche se la forma è trapezoidale, si evince chiaramente che il volume di lavoro dei due trasduttori è elevato.
Per evitare l'insorgere di onde stazionarie e di risonanze interne, il mobile, è stato reso rigido anche al suo interno, tramite tre rinforzi anulari, sistemati alla stessa distanza tra di loro. La parte superiore interna del mobile è riempita con del materiale assorbente a strati sovrapposti, ma non compressi….

Continua su HI-FIGUIDE n. 12, Maggio 2008
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