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LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE I MAGNIFICI! SISTEMI DI DIFFUSIONE DEL SUONO B&W 801 MATRIX SERIE III DI MASSIMO BIANCHI
PREMESSA
Carissimi lettori, rieccomi dopo un lungo periodo di silenzio (peraltro ho avvertito forte la mancanza di HI-FIGUIDE) per analizzare un altro elemento della catena hifi, nello specifico una coppia di diffusori acustici. Il sistema di altoparlanti oggi oggetto della nostra prova, appartiene guarda caso al sottoscritto, conoscendoli da tempo per fama, ascolti (per fiere, negozi, etc) e oramai da quasi un anno collegati alla mia catena audio. Proprio per questo, posso dire di averne carpito tutte le loro sfumature sonore.
Credo, senza timore di essere smentito, di poter affermare che non ci sia audiofilo, musicista, melomane, che non abbia mai sentito nominare B&W, in particolar modo delle "mitiche" 801 MATRIX. Comunque, visto che HI-FIGUIDE si rivolge a tutti gli appassionati della vera alta fedeltà, dai più navigati ed esperti ai neofiti che si avvicinano a tale hobby anche attraverso altre letture del settore, vi accennerò a grandi linee la "Storia" di questa azienda.
LA STORIA DELLA B&W
Fondata da quello che diventerà il suo presidente e "capo spirituale" John Bowers nel 1966, B&W diventa subito sinonimo di grande qualità. Nei primi anni '70 gli ingegneri B&W si mettono al lavoro per la realizzazione di un altoparlante innovativo per l'epoca. In quegli anni la DuPont realizzò una particolare fibra tessile, denominata Kevlar; l'idea di utilizzare tale fibra per la realizzazione dei diaframmi (i coni per intenderci) degli altoparlanti per la prima volta, fu una mossa vincente, tanto che la B&W "brevettò" tale innovazione.
Ancora oggi a distanza di oltre vent'anni, studi su innumerevoli materiali testati dai tecnici B&W confermano (per loro) che, l'altoparlante in fibra di Kevlar sia quello col miglior comportamento nelle medie frequenze, dovuto secondo prove effettuate, al miglior rapporto rigidità/peso ed alla sua superiore capacità di dispersione del suono, rispetto ad altri tessuti come la fibra di carbonio e la fibra di vetro. Difatti, se avete la possibilità di vedere a confronto i grafici di decadimento del tempo delle singole membrane, notereste che il Kevlar ha una migliore capacità di arresto ad un costo inferiore a quello della fibra di carbonio.
Con l'utilizzo del Kevlar la B&W fu tra le prime aziende costruttrici di diffusori ad utilizzare materiali particolari e compositi, diversi dalla semplice carta, facendo da apripista agli sviluppi di materiali sempre più raffinati, come la membrana in Berillio del tweeter della JM Lab Grande Utopia, la membrana piezoelettrica del tweeter Audax o il TPX o altri materiali elaborati dalla gloriosa e scomparsa Audax. L'evoluzione dei diffusori, infatti, passa anche attraverso lo sviluppo di nuovi materiali. Dopo un ventennio perso nella realizzazione di diffusori microscopici che nulla possono di fronte alle nuove sorgenti digitali ad alta definizione, B&W con la serie 800 Matrix, sembra voler lanciare da oltre 20 anni un monito condito di strali e fulmini a difesa dell'evoluzione dell'audio di qualità.
Nel 1979/80 arriva la consacrazione del marchio B&W, con la realizzazione della prima versione (a sospensione pneumatica) delle 801, prodotto voluto fortemente da Bowers. Fu una vera rivoluzione nell'intendere il diffusore, tanto che già da allora, venne adottato come "Monitor" nei blasonati studi di registrazione inglesi. Dal 1982 divenne ufficialmente adottato come "Professional monitor" per le control room di case discografiche come Polygram, EMI e Deutsche Grammophon.
Nel 1987 la seconda versione delle 801, realizzata in "Equipe" tra tecnici della B&W con a capo il suo presidente ed uno staff di Ingegneri del suono degli studi di Abbey Road. In cosa differivano dalla prima versione? Dall'adozione della struttura Matrix e dal tipo di carico visto dal woofer, che passava dalla sospensione pneumatica ad un accordo reflex. La "Struttura MATRIX", altra grande rivoluzione in campo elettroacustico, mira ad abbattere (quasi totalmente) le onde stazionarie che si formano all'interno del cabinet del diffusore, aumentandone notevolmente anche la rigidità, contribuendo così a diminuire le vibrazioni e risonanze tante deleterie alla qualità sonora, come ampiamente spiegato da HI-FIGUIDE. Tale struttura si può comparare, per fare un esempio, al "Nido d'ape", ovvero il woofer anziché vedere all'interno del diffusore un unico volume, trova un insieme di piccoli volumi comunicanti tra loro, con un uso certosino del materiale fonoassorbente (concentrato maggiormente nelle zone più esterne. Questo tipo di struttura mira a ridurre di parecchi decibel il suono "aggiunto" (rumore) del cabinet, contribuendo ad un generale incremento della pulizia del suono.
Anche la scelta di tenere distaccata la sezione dei bassi da quelle dei medio-alti, non è un vantaggio da poco. inoltre, la scatola del medio è costituita da un unico blocco di un materiale inventato da B&W, la Fibrecrete, materiale composto da fibra di vetro e cemento, capace di ridurre il rumore del cabinet di circa 60 dB. Con questo sistema la B&W è stata tra le prime ad evidenziare la necessità di realizzare cabinet separati per medio-alte e basse frequenze. Tale "segnalazione" fu nella maggiore parte dei casi trascurata. Difatti, si preferì, anche per motivi di economia aziendale, sviluppare diffusori sempre più piccoli, poiché forieri di essere quasi del tutto privi di risonanze. L'assenza di gran parte delle risonanze ha avuto come contropartita un'emissione sonora più pulita e di conseguenza un rapido successo dei minidiffusori. Ma tale successo vi fu soprattutto per mancanza di confronti con diffusori di buona qualità, come l'801 Matrix, sempre più radi nei negozi per le loro ingombranti dimensioni ed anche grazie alla concomitanza di altri fattori, tra cui il WAF, fattore di accettazione femminile. Per fortuna, da quando esiste HI-FIGUIDE, si sta cercando di mettere in giusta luce la qualità dei grandi sistemi, alla luce delle recenti scoperte di HI-FIGUIDE in tema di lotta alle risonanze e vibrazioni con la realizzazione di supporti che permettono a questi di raggiungere prestazioni sonore impensabili sino a qualche anno fa. Nel 1992, rimaste in catalogo fino al dicembre 1998, arriva la terza serie, ovvero queste oggetto della nostra recensione. La scomparsa del circuito di protezione elettronica sul tweeter (APOC), utilizzo di schede di cross-over separate per il bi-wiring, cablaggio interno realizzato con cavo Van Den Hul, l'eliminazione del cavo con relativa connessione tra la "Testa" dei medio-alti e cabinet del woofer, rendendo questi due elementi "inseparabili", sono alcune delle migliorie apportate dalla terza serie.
Elevati sono gli standard di qualità costruttivi. Ad esempio, tutti gli altoparlanti, realizzati dalla stessa, vengono sottoposti a severi test acustici, sia elettronici che manuali. La casa dichiara che le tolleranze ammesse rispetto al relativo modello di riferimento non devono superare i +/- 0,5 dB; per la Serie 800, tali tolleranze devono rientrare in un intervallo di +/- 0,25 dB.
LA DENOMINAZIONE DI "MONITOR"
Si tratta della denominazione più travisata nella storia dell'HI-FI: l'aggettivo "Monitor"....
Continua in HI-FIGUIDE N. 8 - DICEMBRE 2007 ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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