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HI-FIGUIDE TEST SISTEMI DI DIFFUSIONE DEL SUONO MARTIN LOGAN AERIUS A DUE PASSI DAL PARADISO AUDIOFILO DI FULVIO DI DOMENICO
PREMESSA
Il mondo dell'hifi, come altri settori commerciali, è dominato dal consumismo a tutti i costi. HI-FIGUIDE in queste pagine ha più volte affermato che l'obsolescenza dei prodotti risiede nella mente dei pubblicitari e di parecchi consumatori. Se i pubblicitari sono giustificati, in quanto svolgono una determinata attività professionale volta alla presentazione nel miglior modo possibile di un nuovo prodotto, magari identico al precedente, non ha alcuna giustificazione l'audiofilo che dichiara obsoleto un prodotto hifi vecchio di un solo anno o anche meno.
In realtà l'obsolescenza esiste, ma non in tutti i settori e non con la stessa velocità. Ad esempio, esiste per i frigoriferi, le lavabiancheria, lavastoviglie ed i personal computer che dopo diversi anni diventano obsoleti: nel caso degli elettrodomestici per il loro elevato consumo energetico rispetto a diversi nuovi prodotti; nel caso del personal computer per la rapidissima evoluzione ed abbattimento dei costi che questo componente ad alta tecnologia patisce. Nel settore HiFi la rapida obsolescenza, a meno non sia trascorso oltre il decennio, se non di più, non la soffrono gli amplificatori, i preamplificatori, i finali di potenza, ma soprattutto i diffusori. Anzi per i diffusori si è assistito in quest'ultimo decennio ad un'involuzione senza precedenti. Il diffusore oggetto di questa prova rientra, ad esempio, tra i rari esempi di longevità …
… ELETTROSTATICHE…
Questa parola ha sempre fatto capolino nei miei sogni di giovane audiofilo, come se fosse una specie di realtà magica e inarrivabile, che mi avrebbe potuto finalmente condurre nel "paradiso audiofilo", in quel posto dove i suoni si materializzano e ti portano in una dimensione parallela.
Beh, più di dieci anni fa per me era così, quando leggevo quella parola sulle riviste, magari possedute da un recensore. Diavolo! Lui ha delle elettrostatiche! Realmente non sapevo nemmeno cosa fossero, finché un giorno, durante un solito giro di "shopping audiofilo", in un negozio di hi-fi esoterica le vidi!!! Si ergevano maestose su qualsiasi altro diffusore della sala d'ascolto, facendoli al loro cospetto scomparire. I bordi di legno massello, la trasparenza fisica del pannello… "ma dove diavolo sono gli altoparlanti?". "Dove diavolo è la cassa acustica?". Non c'erano! O, meglio, non c'erano quei trasduttori che nel mio mondo servivano a trasformare l'energia elettrica in musica, quei coni di carta nera che si chiamano altoparlanti dinamici. Avevo appena scoperto un vero altoparlante elettrostatico! Era un Martin Logan! Per carità, di "roba piatta" ne avevo già vista, a quei tempi ero un fanatico di hi-fi car e in macchina suonavano con orgoglio i mitici Emit N della Infinity. Però un diffusore trasparente … ed era enorme …
Le ascoltai … "Chi è che sta suonando davanti a me?". Non esce suono dalle casse, il suono è davanti a me, ma non sono semplici suoni, non sono bassi alti naturalezza rotondità scatola sonora e tutti gli altri vocaboli che fanno parte del nostro esoterico vocabolario audiofilo … Sono strumenti, è MUSICA, sono musicisti in carne ed ossa!
Da quel giorno l'idea di possedere quei fantastici diffusori non mi ha più abbandonato. Finché un paio di anni fa, per puro caso, si è ripetuta quella scena: mi trovai nel negozio un paio di elettrostatiche, le ascoltai, mi ritrovai nel "paradiso audiofilo". Il giorno dopo erano a casa mia! Erano le Martin Logan Aerius. E sono ancora con me, staranno sempre con me, è stato come un vero e proprio matrimonio (!!!), mi prendo cura di loro, le coccolo e le vizio, gli regalo delle elettroniche che, come gioielli su una donna, le possano valorizzare, gli regalo un ambiente sempre migliore, in cui possano sentirsi rilassate e possano esprimersi al meglio.
Ok! Dopo questo preambolo di pazzia, andiamo ad osservare più da vicino queste splendide Aerius.
COSTRUZIONE
Innanzitutto, diamo un velocissimo sguardo al funzionamento di un trasduttore elettrostatico. Mentre in un classico altoparlante a cono o a cupola (detti magneto-dinamici) il movimento avviene grazie al campo magnetico che si crea col passaggio di corrente nella bobina, in un altoparlante elettrostatico il movimento avviene grazie alle cariche elettriche che si respingono e si attraggono. Questa energia è contenuta negli statori, che sono quelle griglie che si vedono all'esterno del pannello e che contengono come un sandwich la membrana vibrante. Questa è trasparente perché formata da un sottilissimo foglio di mylar, resa conduttiva. Nelle Aerius è un rettangolo di circa 100 x 25 centimetri. Movendosi avanti e indietro (push-pull) crea i suoni e li emette in maniera lineare, essendo il movimento esattamente lo stesso in ogni punto della membrana vibrante.
Inoltre, più il pannello è grande più l'irradiazione diventa direttiva. Tra i vari costruttori di elettrostatiche, Martin Logan si è distinta e si distingue per la tecnologia CLS (Curvilinear Line Source) che adotta su tutti i suoi modelli. Questa consiste nel curvare il pannello in modo da emettere orizzontalmente fino a 30 gradi, diminuendo così la sua direttività, non costringendo gli ascoltatori ad ascoltare bene solo nella posizione centrale d'ascolto.
Ecco quindi che iniziamo a comprendere il più grande pregio che hanno le elettrostatiche: tutte le frequenze escono da tutti i punti del pannello, alla stessa velocità e nella stessa direzione. Oltretutto, la notevole leggerezza della membrana rispetto alle sue dimensioni, fa sì che i microdettagli non siano persi e la coerenza e la trasparenza (quella musicale) raggiungano livelli di eccellenza. In più, grazie alla irradiazione verticale (linear source), che nel caso delle Aerius è alta fino a 140 centimetri da terra e inclinata di 10 gradi all'indietro, possiamo ascoltare nello stesso modo sia seduti che in piedi.
Siamo, quindi, arrivati a dire che l'elettrostatico è trasparente e ci mette a contatto diretto con la musica. Ma allora è un altoparlante perfetto? Quasi. Infatti, come ogni componente audio, seppure di alta tecnologia, ha dei difetti, intrinseci nel suo stesso progetto. Il primo è che il movimento della membrana non può avere una grande escursione, in quanto per funzionare i due statori devono essere molto vicini alla stessa. Di conseguenza, la gamma dinamica ed il livello sonoro massimo riproducibile (max pressione acustica) non potrà essere paragonato a quello di un diffusore dinamico o a tromba. Tale difetto è, però, limitato in parte dal fatto che il suono è diffuso in un ambiente domestico e che conseguentemente il livello massimo riproducibile in questo ambiente non potrà essere elevato. Da un lato, a causa delle dimensioni dello stesso ambiente; dall'altro a causa della presenza dei vicini di casa, che spesso mal tollerano l'ascolto di suoni roboanti. La casa dichiara come limite dinamico per le Aerius 103 decibel, che non sono pochi. Per me vanno benissimo ed il baccano che generano mi soddisfa. Non so per un rocchettaro. Se poi tale valore lo si confronta con il grafico sugli effetti del rumore sulle persone che il nostro direttore ha pubblicato nella recente e splendida prova del finale ALOIA ST 13.01i, allora ci si renderà conto che 103 dB sono veramente alti e che nel grafico si trovano addirittura in zona rossa, pericolosa per le persone quando si ascolta in modo costante ed a lungo pressioni acustiche superiori ai 100 dB.
Il secondo difetto è conseguente al primo. Data la bassa escursione della membrana vibrante e le sue non grandi dimensioni, questa non è in grado di restituire le frequenze molto basse. Meglio così secondo me: un unico trasduttore per la riproduzione di tutte le frequenze è possibile solo in teoria. Nella pratica, le dimensioni ed il peso della membrana vibrante vanno a scapito della trasparenza della gamma media ed alta e viceversa e predeterminano la gamma di funzionamento del trasduttore. La Martin Logan ha pensato bene nel caso delle Aerius di realizzare un diffusore ibrido. Troviamo, quindi, alla base di queste una cassa acustica in cui lavora un classico woofer da 20 cm in sospensione pneumatica, incrociato con il pannello elettrostatico a 500 Hertz. La motivazione che sta alla base della scelta della sospensione pneumatica quale accordo del woofer è molto semplice: bisognava creare delle basse frequenze pulite e veloci, per non "distaccarle" dalla velocità del pannello. Difatti, i bassi sono estesi e trasparenti come solo questo tipo di accordo può permettere. Dopo avere ascoltato una buona sospensione pneumatica, qualsiasi reflex, anche il più avanzato, vi sembrerà gonfio e lungo. Ovviamente c'è chi dice che si sente lo "scollamento" tra il woofer e la cella elettrostatica (c'è sempre qualcuno che dice qualcosa al mondo!), a ripetere la solita leggenda metropolitana che afferma che un woofer dinamico ed un trasduttore elettrostatico non potranno mai andare d'accordo. Il solito luogo comune che troverà sempre proselitismo, anche se all'ascolto non s'udrà alcuno scollamento.
Le Aerius sono, quindi, dei diffusori a due vie, con incrocio situato a 500 Hz. HI-FIGUIDE su questa tipologia di diffusori è sempre stata piuttosto critica, invitando i nostri lettori a prediligere sempre diffusori multivia, in particolare a partire da 3 vie. Ha, però, affermato che vi sono delle rare eccezioni, legate alla particolarità costruttiva del diffusore ed in questa categoria rientrano queste Aerius.
Il crossover passivo…
Continua su HI-FIGUIDE n. 3 - Luglio 2007 ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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