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PREAMPLIFICATORE A STATO SOLIDO CON ALIMENTAZIONE SEPARATA INDUTTIVA E TELECOMANDO BARTOLOMEO ALOIA PST 11.01 "UNA FINESTRA SULLO STATO DELL'ARTE" DI ROBERTO RUBINO
PREMESSA
Eh, già, siamo in piena fase euro. I gufi che per anni si sono lamentati della giustezza delle idee unitarie che dal cinquantasei aleggiavano in Europa, anche stavolta hanno dovuto arrendersi. L'architettura di un'economia si costruisce con i sacrifici, con una sapiente pianificazione ed un pizzico di fiducia. Lo stesso dicasi per un buon prodotto e da tempo HI-FIGUIDE lo va ripetendo. Improvvisare è una stupidata. E mentre l'industria automobilistica nazionale viene sbeffeggiata ai crash-test di un organismo indipendente come ENCAP, criticata dagli stessi utenti-fruitori che un tempo erano pronti a spellarsi le mani davanti ad un simbolo ormai defunto, attaccata dagli stessi giornalisti di riviste specializzate un tempo eccessivamente legati da rapporti di sudditanza, che adesso si saranno pure un po' rotti le scatole di farsi prendere in giro da colleghi tedeschi, olandesi o svedesi (giusto per citarne due o tre) … ecco in tutto questo marasma nascono alcuni progetti e realizzazioni italiani che, seppur in un ambito più piccolo come quello dell'hi-end, rappresentano la voglia di essere distinguibili per qualità di realizzazione ed accuratezza dei risultati a livello non solo europeo, ma sicuramente mondiale.
D'altronde HI-FIGUIDE, lo ripeteremo sempre, propone ai suoi lettori ciò che realmente serve, sia affidabile nel tempo e possa battersi dignitosamente in un mercato sempre più ristretto ed agguerrito. Questo Aloia PST 11.01 rappresenta un durissimo esponente di questa filosofia, con il quale, è bene dirlo sin dall'inizio, dovranno confrontarsi tutti i preamplificatori di riferimento, dal costo triplo se sono d'origine straniera.
L'ALOIA PST 11.01 LA SEZIONE DI CONTROLLO
Il preamplificatore mi è pervenuto in un razionalissimo imballo che separa le due unità - controllo ed alimentazione - e che è assolutamente protettivo per l'apparecchiatura stessa. E' il modello di punta dei due attualmente in catalogo. La sua particolarità sta nell'avere un'alimentazione induttiva separata, mentre il fratello minore, il PST 10.01, possiede un'alimentazione capacitativa, anch'essa separata, ma di minori dimensioni. La differenza, oltre che nel suono, sta nel prezzo, assai piu' elevato per il PST 11.01.
Le due unità sono molto eleganti con i due colori grigio e blu in simbiosi tra di loro. Tutto l'insieme appare solido e ben curato. L'interno è degno di bestioni d'oltreoceano. L'ordine regna sovrano. Sul frontale dell'unità principale si può notare subito la presenza di due piccoli controlli di volume, che rendono questo preamplificatore ancora più appetibile da un punto di vista della versatilità. Questi danno la possibilità di controllare una seconda amplificazione per attuare il bi-amping passivo, appianando così le eventuali differenti sensibilità d'ingresso nel caso di amplificatori differenti per gli alti ed i bassi ed anche, perchè no, per regolare il controllo di livello tra le due sezioni dei diffusori. Uno dei motivi per cui molti diffusori non vanno bene è soprattutto il fatto che spesso non si trova la regolazione del livello dei tweeter (e di altre sezioni) il cui effetto in molti casi è positivo. Purtroppo, la mentalità minimalista che tuttora permea l'hifi ha portato la scomparsa di certa flessibilità, che se ben realizzata apporta solo effetti benefici. L'intervento dei controlli del volume è micrometrico e deve essere effettuato con cura, perché a piccolissime variazioni di volume corrisponderanno enormi variazioni soniche nel bilanciamento delle vie controllate.
Più accentrato troviamo il grosso rotore del volume, che andrà ad essere regolato da un comodo telecomando (goduria!). Per i più libidinosi, al centro troviamo il tasto d'accensione "soft-touch", che è come accarezzare una bella donna in assenza di luce.
Alla sinistra sono piazzati i tasti relativi ai comandi delle varie fonti che ad esso si connetteranno, nonché tutto quanto è necessario per la fase di registrazione (c'è anche una sicura per la registrazione accidentale denominata "record-lock").
Un puntino rosso vi farà l'occhiolino ogniqualvolta andrete a regolare il volume dal telecomando. Una raccomandazione. Se vi stanno a cuore i vostri tweeters, accertatevi di aver selezionato la giusta sorgente da ascoltare, prima di alzare il volume col telecomando.
L'ALIMENTAZIONE ESTERNA
Secondo il nostro direttore è quasi irrinunciabile in un moderno preamplificatore. Nei miei ricordi i vecchi pre come ad esempio il PS Audio o l'Audio Research SP-10 andavano di lusso, ed una ragione ci sarà pur dovuta essere. Se poi siamo di fronte ad un'alimentazione induttiva, dobbiamo anche pensare che i costi non sono certo minimi, ma che i risultati ci sono eccome.
Nel nostro caso l'unità pesa più di 6 chili. Sul retro ha un pulsante rosso di accensione, che dovrete sempre lasciare acceso per tenerla in caldo, a meno che non vi dovete allontanare per parecchio tempo, come ad esempio per un viaggio. Ma io ho scelto di non partire, a meno fin quando la GTO non mi ha mandato il corriere… Le due unità sono fisicamente interconnesse da un grosso pitone, pardon, cordone di alimentazione, così come si connette un computer alla sua periferica.
L'ASCOLTO
Com'è andato? Se siete nostri affezionati lettori, sapete già che non pubblichiamo prove tanto facilmente a meno che quell'oggetto non vi serva realmente. E questo serve eccome. Nelle prime ore di funzionamento non sono riuscito a crearmi un'idea degna di tale nome. Direi anzi nei primi giorni di funzionamento. Ascoltavo e riascoltavo come un ebete gli stessi Compact tel-al-dor-ches-ref. No non sono diventato un taleban e questa non è un imprecazione. E' l'orizzonte delle incisioni che va da mamma Telarc a papà Reference.
Ascoltavo e riascoltavo e mi chiedevo quando e se avrei dovuto parlare di questo due-telai. Improvvisamente, dopo qualche tempo il signorino s'è svegliato. E di brutto.... L'orizzonte si è allargato spaventosamente in larghezza ed in verticale e la stessa profondità di scena inizia a stiracchiarsi con prepotenza. Telefono al "Pidgeon" e gli dico "forse abbiamo qualcosa da pubblicare". E lui, bruscamente "Non rompermi, anche l'altro anno mi avevi detto che c'era qualcosa da pubblicare!" Ho dovuto insistere. Per onestà intellettuale non potevo trascurare i progressi di cui ogni giorno il pargolo si rendeva artefice, segno che l'apparecchio era nuovo e necessitante di rodaggio..
Veniamo al dunque. Con la quinta sinfonia di Mahler, edita dalla Dorian, si possono apprezzare quelle doti tipiche, a mio modesto avviso, di un'alimentazione induttiva. Siamo in presenza di una "sgranatura" degli strumenti assai efficace. La distanza tra le schiere di violini è apprezzabile. Mi ricorda assai da vicino un altro pre di riferimento come l'Hampton. La facilità nel districarsi durante i momenti di pieno orchestrale, altrettanto. Tutto diventa semplice, anche quando apparecchi di buon lignaggio non te l'avrebbero lasciato credere. Gli ottoni fendono lo spazio con eleganza nella track terza del CD della Dorian sulla Quinta sinfonia di Mahler. Il sinfonismo del compositore boemo, magnificamente traslato dalla Dallas Symphony Orchestra, viene semplicemente posto senza alcun accenno alla confusione proprio di altri "cervelli". Mi spiego meglio. Con un altro preamplificatore che normalmente utilizzo, come l'SP 9 della Audio Research, in questo passaggio posso rilevare una certa analiticità nel restituire il singolo strumento musicale, soprattutto nei "pianissimo". Qui, invece, assistiamo negli stessi momenti ad una maggiore presenza anche di altri strumenti prima lasciati in ombra. E chi è in grado di rivelarti le fasi soniche di lievissima entità, sarà anche in grado di illuminarti i difficoltosi pieni orchestrali. E questo due-telai lo fa con estrema, teutonica, precisione.
Con "Tropic Affair" della Reference Recordings, il brano di riferimento per questo lungo test è la traccia ottava "O Vazio". Si tratta di una registrazione utilizzata da Henry Pearson, direttore di "The Absolute Sound", per la sua estrema lucidità e tridimensionalità. L'ingresso della "goccia" iniziale, regala momenti di intenso realismo. La discesa in frequenza del primo colpo di percussione è elevatissima. Ne sa qualcosa la porta blindata della mia abitazione, posta a circa 10 metri di distanza dai diffusori…...
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