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HI-FIGUIDE TEST GLI INTRAMONTABILI! FINALE DI POTENZA STEREO A STATO SOLIDO BARTOLOMEO ALOIA ST 14.01 L'AMPLIFICATORE CHE NON C' E' DI GIAN LUCA MARCHETTI
Il mondo dell'audio è costellato da una miriade di prodotti spesso inutili e mal funzionanti. Ogni tanto compare qualche oggetto, che sulla base delle sue intrinseche caratteristiche, si erge dalla massa e si fa notare, divenendo così un mito. Come il finale oggetto della nostra prova. Poiché a distanza di 8 anni dalla sua pubblicazione l'oggetto dimostra di essere un vero outsider, riproponiamo ai nostri lettori l'articolo pubblicato sul web nel 17/11/2000, aggiornato nei contenuti.
PREMESSA
Questa è la recensione di un finale di potenza a stato solido progettato da uno dei migliori, probabilmente il più grande, progettista italiano di elettroniche HI-FI: l'Ing. Bartolomeo Aloia. Esso è considerato il "padre" di tutti gli autocostruttori italiani, nonché uno dei fautori dell'alta fedeltà esoterica moderna. Non sono un tecnico, per questo mi asterrò dal dare giudizi sulle capacità di un "Personaggio audio"universalmente riconosciuto nel nostro settore: finirei per ripetere frasi scontate ed elogi inutili ancorché meritatissimi.
Giacché sono solito basarmi sulla mia personale esperienza per esprimere opinioni, dirò soltanto che Bartolomeo Aloia è una persona veramente seria ed onesta. Sapete cosa mi disse quando lo contattai per avere informazioni sul finale in oggetto, che avevo deciso di provare incoraggiato dai giudizi positivi espressi dal nostro Direttore Assolutista? Beh, avrebbe potuto confermare la bontà del prodotto e sostenerla parlandomi di dettagli tecnici di sicura presa..... invece.... mi assicurò "che non poteva garantire del perfetto inserimento del finale nel mio impianto"! Pensare che avrei acquistato anche a scatola chiusa, contravvenendo ad una delle regole principali del "buon audiofilo": ascoltare, ascoltare ed ascoltare, senza dare mai nulla per scontato. L'Aloia mi mise quindi in contatto con il Distributore della sua opera, che dimostrò disponibilità e serietà altrettanto eccezionali, proponendomi l'invio a domicilio dell'amplificatore per saggiarne le qualità ed al contempo valutare la possibilità di pubblicare la prova dell'oggetto in accordo con il nostro Standard Minimo.
Certo che qualche piccolo vantaggio noi redattori di HFG lo abbiamo: avere in prova, a casa, un oggetto che possibilmente c'interessa, non è cosa da tutti. Altrimenti, perché crediate faccia il redattore? Mica per la gloria..... Scherzi a parte, ho voluto raccontarvi un episodio che mi è sembrato significativo per comprendere la serietà e lo spessore delle "parti in gioco".
LA FILOSOFIA DI PROGETTO
II principio filosofico che ha ispirato la creazione questo finale, derivato dallo storico ST 140 è molto semplice. Si tratta di una filosofia cara all'Aloia che può essere espressa nella semplice frase: prevenire invece di curare. Si tratta nella sostanza di realizzare un amplificatore in grado di suonare bene anche senza controreazione, e non fare un cattivo amplificatore e poi correggerlo con la controreazione. Da notare che ho usato il termine "suoni bene" e non "funzioni bene". Tra funzionare e suonare vi è la stessa differenza che passa tra uno strumento di misura e l'orecchio umano. L'ST 14.01 nasce dal rigetto della ricerca delle prestazioni strumentali mirabolanti, concentrandosi soltanto sulle prestazioni sonore che l'apparecchio deve esibire in sede di ascolto. Solitamente le prestazioni strumentali esasperate vengono ottenute con l'applicazione di elevate quantità di controreazione, che non fanno altro che peggiorare la qualità del suono, con l'introduzione delle distorsioni dinamiche.
Nella progettazione dell'ST 14.01 è stata privilegiata la capacità di riprodurre correttamente la musica. Ciò è dimostrato dal fatto che in questo amplificatore viene impiegato il più basso fattore di controreazione generale utilizzato in un amplificatore audio: solo 8 dB, come nei suoi illustri predecessori ST 140 e 140.1 degli anni "80. Poiché questo è stato progettato in rifiuto del principio della controreazione, risulta funzionare egregiamente anche senza l'impiego di questa, situazione non comune tra i svariati amplificatori audio presenti in commercio. Tale fatto unito alla sua topologia circuitale, lo fanno suonare con molte delle caratteristiche degli amplificatori a valvole: Ogni circuito viene, infatti, sfruttato solo in funzione delle caratteristiche intrinseche dei suoi componenti, senza spingerle al di là di quelle che questi componenti potrebbero dare. Ciò avviene normalmente nell'impiego in campo audio dei tubi termoionici, fornendo così una spiegazione al suono dolce e naturale degli amplificatori a valvole.
Per quanto riguarda la potenza dichiarata di 40 W possono sembrare pochi. Ma questo amplificatore è progettato secondo i criteri e le esperienze che l'Aloia ha maturato in tanti anni di ricerca. Per cui all'ascolto questo finale meraviglia per la pienezza del suono che produrrà pilotando importanti diffusori anche di carattere difficile, dimostrando di possedere una riserva di energia pari al doppio, esattamente come negli amplificatori valvolari. Questo fatto non è frutto di trucchi, ma della semplice applicazione delle vecchie ed immutabili leggi della Fisica. L'ST 14.01 eroga effettivamente 40 W, ma li eroga in qualsiasi situazione di carico, con qualsiasi diffusore, a qualsiasi frequenza, per qualsiasi modulo od argomento di impedenza. Per quanto si cerchi di porlo in difficoltà esso eroga sempre non meno di 40 Watt, di buona musica. Non a caso viene utilizzato in certi casi per pilotare le Quad Esl 63…
Questa elevata qualità sonora è raggiunta con il ricorso a tre strade che la moderna tecnica e tecnologia ci hanno messo a disposizione: la topologia circuitale, la qualità dei componenti, la qualità dell'assemblaggio.
Continua su HI-FIGUIDE n. 14, Settembre 2008 ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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