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LE GRANDI PROVE DI HI-FIGUIDE I RIFERIMENTI ASSOLUTI! FINALI DI POTENZA MONO A VALVOLE BARTOLOMEO ALOIA VTA THE LAST ALLA RICERCA DELLA VERITA' PERDUTA DI FRANCESCO S. PICCIONE
Il mondo dell'audio è costellato da una miriade di prodotti spesso inutili e mal funzionanti. Ogni tanto compare qualche oggetto, che sulla base delle sue intrinseche caratteristiche, si erge dalla massa e si fa notare, divenendo così un mito. Come il finale oggetto della nostra prova. Poiché a distanza di 8 anni dalla sua pubblicazione l'oggetto dimostra di essere un vero outsider, riproponiamo ai nostri lettori l'articolo pubblicato sul web nel 2000, aggiornato agli ultimi ascolti ed integrandolo nei contenuti.
PREMESSA
Nel 2000 presentammo in anteprima nazionale la prova d'ascolto di questi superbi finali monofonici a valvole. Erano stati presentati nel 1993 e 1994 su Fedeltà del Suono - quando il direttore era il mitico Gianfranco Maria Binari, colui che inventò le riviste audio italiane e che adesso, penso stufo della maggioranza della mentalità audiofila italiana, si occupa di altro - ad opera dello stesso Aloia. All'epoca in pochi compresero le diverse innovazioni tecniche contenute nella serie TDA, poi migliorata ed aggiornata con l'avvento di nuove scoperte su studi e sperimentazioni effettuate dallo stesso Aloia. Ancora oggi tali innovazioni non sono state superate.
La prova fu possibile grazie all'acquisto da parte di Roberto Rubino, poiché difficilmente questo genere di amplificatori si trovano su uno scaffale o in dimostrazione in un negozio, essendo realizzati a mano in numero praticamente limitato. Si tratta quindi di amplificatori da sogno, innovativo, il cui costo è elevato, ma basso se rapportato ai veri e diretti concorrenti.
Questi amplificatori sono stati a lungo nell'impianto audio di Roberto e, ahimè, non lo sono più, sostituiti con prodotti meno ingombranti. In tutto quel periodo, lungo diversi anni, ho potuto apprezzarli appieno, tanto da sentire la loro mancanza. Si è trattato, infatti, dell'ascolto di una leggenda, di un mito le cui prestazioni sonore sono ancora rimaste insuperate, come leggerete successivamente.
Questo articolo l'ho quindi completamente aggiornato, aggiungendo la parte relativa alla filosofia Aloia ed alla luce della successiva convivenza con questi splendidi amplificatori. Un doveroso omaggio all'Aloia per il suo costante impegno nella ricerca dell'avanzamento della tecnica audio ed ai nostri numerosi lettori che sono curiosi di conoscere meglio quei prodotti che con il tempo sono divenuti una leggenda.
LA FILOSOFIA ALOIA
Un fatto che proprio non mi è andato giù in trenta anni di passione audiofila è l'atteggiamento snobistico della maggioranza degli audiofili italiani, nei confronti dei loro connazionali impegnati nel settore audio. L'ingegnere Bartolomeo Aloia, noto progettista italiano, torinese, considerato uno dei padri dell'alta fedeltà esoterica moderna, è ormai da mezzo secolo che ci indica in elettronica la rotta migliore per ottenere le migliori prestazioni sonore. Gli audiofili italiani spesso lo preferiscono a personaggi ed a marchi stranieri, anche semisconosciuti, che grazie all'abilità di marketing vengono considerati dei riferimenti, quando nella realtà sono tutt'altro. Inoltre spesso preferiscono spendere tantissimo per entrare in possesso di prodotti dal suono anonimo. Le amplificazioni di Bartolomeo Aloia hanno sempre avuto il pregio dell'elevatissimo rapporto suono/prezzo. Difatti, l'Aloia può contare su un popolo di estimatori, che pur non raggiungendo il numero dei detrattori sine causa, è numerosissimo. In tantissimi apprezzano il suono del favoloso preamplificatore PST 200 o del finale a stato solido ST 260, in grado di pilotare qualsiasi diffusore, anche le Apogée, o del celeberrimo ST 140, spesso usato per amplificare le Quad ESL 63, e che io utilizzo per la prova di altri diffusori, oltre che per amplificare le mie torri dei bassi. Tutti i prodotti Aloia, anche quelli non recenti, sono tutt'oggi richiestissimi, mentre non altrettanto posso dire per altri marchi.
La serie TDA, tralasciando il recente Renaissance, rappresenta la summa degli studi ed esperimenti sugli amplificatori da parte del nostro Aloia. Di conseguenza occorre, qualora ne abbiate l'occasione, avvicinarsi a questi oggetti con l'atteggiamento dovuto alle cose serie, alle cose nate dopo anni di studi e di sperimentazioni. Qualcuno pensa che solo i colossi industriali possano fare ricerca. E' sbagliato in parte! La ricerca del buon suono, quello esoterico per intenderci, quello che HFG predica da anni come ricco di armonici, dalla più ampia risposta in frequenza e dinamica, non può essere svolta dai colossi industriali, né tanto meno dalle imprese di piccole e medie dimensioni, ma da quelli piccolissimi, dagli artigiani del suono (anche se spesso tra costoro vi sono tanti dopolavoristi che di elettronica non ne capiscono un'acca e che spesso ponderano troppo facilmente su cose che nemmeno conoscono).
Continua su HI-FIGUIDE n. 14, Settembre 2008 ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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