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FINALE DI POTENZA MONO A VALVOLE RICORDI CLELIA RC 88 "ONE IS BETTER THEN TWO!" UN'ELETTRONICA (QUASI) TUTTOFARE DI GIORGIO CAPELLI
PREMESSA L'hi-fi in Italia è un mondo strano: c'è la crisi, da diversi anni il mercato si trascina stanco, i piccoli produttori tendono ad essere emarginati, tacciati di essere solo autocostruttori con velleità commerciali senza futuro, eppure il "sottobosco" (come a me piace affettuosamente definirlo) e' sempre in fermento. Sordo ai sinistri avvertimenti delle soffocanti "querce", fra la tanta gramigna che effettivamente ne mette in discussione lo sviluppo, ogni tanto un esile germoglio, invero coraggioso, riesce a districarsi auspicando in un raggio di luce che gli consenta una crescita autonoma e dignitosa. Alcuni di questi germogli sono già stati ospiti di questa rivista: fra questi c'è anche chi ha, nel tempo, trovato una autorevole collocazione ed identità, più all'estero che in Italia ma sempre di raggiunta autorevolezza si parla. Oggi Vi racconto di un giovane virgulto che da pochi mesi sta cercando il suo raggio di luce.
In questo campo coltivo che è l'hifi, fertile per certi aspetti, arido per molti altri, recentemente ho portato alla vostra attenzione una saletta dell'edizione 2001 del Milano Hi-End: "Dalle misure elettriche che il gentilissimo tecnico mi ha illustrato, ne ho dedotto essere un'elettronica con un elevato potenziale teorico. Dico teorico perché le premesse (o le promesse che dir si voglia) erano ampiamente vanificate o dalla sala o da una coppia …." . Queste erano le parole conclusive di una brevissima annotazione che riguardava la sala RC RICORDI: al momento tutto finì lì, frutto di un breve appunto a penna sul fitto notes della manifestazione. Uno scarabocchio di quelli che si fanno quando distrattamente si pensa ad altro? Un ricordo che dura il tempo della scrittura? No, cari lettori, come leggerete non è finita così.
Qualcosa era rimasto….. forse era l'entusiasmo e la competenza che traspariva dal tecnico intento a descrivermene la circuitazione, forse era l'eco dell'autorevolezza con cui fluivano le note musicali che avevo ascoltato. Forse…. Comunque fosse, quel tarlo, come tutti i suoi consimili, ha continuato a lavorare in questi mesi.
Erano i giorni che precedevano la mia uscita a Milano per l'usuale penitenza annuale (la conoscete la pena del contrappasso di dantesca memoria?) dopo 12 mesi di ottimi ascolti hifi, quando mi vedo recapitare dal Direttore un invito ad una manifestazione collaterale al Top Audio 2001: bah, tanto che siamo lì, ho pensato, perché no? Quando si dice i casi della vita! Fra le apparecchiature in dimostrazione, mi ritrovo proprio quelle amplificazioni: il tarlo non aveva smesso di lavorare e da lì a ricordare le "premonizioni" del Milano Hi-End precedente, il passo è stato breve.
Ma avrei dovuto pazientare ancora un po' prima di soddisfare la mia curiosità: anche in quella seduta d'ascolto non era stato possibile togliere definitivamente il velo, anzi la pesante coperta, che ancora impediva di vederci chiaro su quegli oggetti che continuavano a rimanere misteriosi. Seguenti contatti e colloqui telefonici mi hanno comunque consentito di entrare in possesso di una coppia di questi cucciolotti, grazie alla squisita cortesia e disponibilità della titolare dell'azienda signora Clelia Ricordi.
La Sistemi Industriali srl, già dalla denominazione fa intendere che l'oggetto sociale non è proprio l'hi-fi e la produzione di elettroniche hi-end: nasce, infatti, come società di engineering, progettazione elettronica questo sì ma in particolare a destinazione prima industriale poi di consumo. Elettronica custom analogica e digitale al servizio di apparecchiature di controllo di processo installate presso terzi, strumenti di misura, sistemi di acquisizione dati, strumentazione per il comparto scientifico. Questo è il fertile terreno di conoscenze dal quale la innata passione per la musica della signora Clelia, titolare dell'azienda, ha consentito di far germogliare il seme del primo prodotto di quella che potrebbe essere una lunga e più assortita presenza nel difficile mercato dell'ascolto di qualità. Ma, tanto per sgombrare il campo da equivoci, non pensiate che si tratti dei soliti ingegneri "misurini" ops….. volevo dire "misuroni" che stipendiati dal commenda si mettono di buona lena per soddisfarne i capricci: no, fareste un grosso errore: non ho avuto modo di conoscere l'intero staff di progettazione e sperimentazione ma dalla competenza, passione ed entusiasmo del responsabile tecnico posso ragionevolmente dedurre quanto sia valida l'intera squadra.
Dicevo, che tutto e' cominciato quel sabato mattina nei pressi del Top Audio, per realizzarsi a casa mia con la visita del responsabile tecnico, sig. Francesco Campari, che mi ha consegnato "brevi manu" i due gioielli di casa Ricordi. Mi devo dilungare un po' ma credo che anche questo vada detto, non fosse altro per rendere giustizia e dare esempio (avete capito, vero, a chi e' riferito?) a chi professa hi-fi e poi appena fuori dall'uscio nega la tua conoscenza.
Partiamo dall'imballo. Una robusta cassa di legno dal peso di ben 10 Kg: già da questo non secondario particolare si intuisce la cura e l'attenzione nei confronti del prodotto. Tolte le 4 viti che fissano il coperchio, fa mostra di sè un controtelaio in legno di notevole spessore utilizzato per evitare il minimo movimento dell'elettronica all'interno della "custodia". Dal tanto che e' perfettamente incastrato non è facile estrarre l'amplificatore (anche per il notevole peso di 30 kg), con il timore che scivoli dalle mani e che qualcosa di irreparabile possa succedere. Ma alla fine si riesce a piazzarlo su un tavolo. Qui comincia l'attenta opera del sig. Campari che, seguendo uno schema preciso ed inderogabile anche per valvole dello stesso tipo, installa i tubi - preventivamente numerati - negli zoccoli affogati nel coperchio di alluminio satinato. Sovtek, Svetlana e Philips JAN sono le marche utilizzate. Alla fine dell'installazione, il tecnico della Ricordi ha voluto sincerarsi che tutto funzionasse a dovere prima di lasciarmi a stretto contatto con la coppia. Un breve giro di assaggio con un paio di cd, i saluti di commiato e…. eccoci soli con gli RC 001/88.
Tanto per entrare in argomento e capirci di cosa stiamo parlando, date un'occhiata alla foto con le nudità in vista del modello in prova: vi sembra roba da teorici? Osservando la componentistica e la circuitazione si capisce che c'è ben altro alle spalle. Ordine estremo, componentistica di primo livello, alimentazione e circuitazioni separate da setti metallici al fine di minimizzare gli influssi fra le sezioni. Cablaggio in aria per la sezione di amplificazione con ancoraggi in ceramica (!!). Per il resto, riassumo brevemente dalla brochure illustrativa che accompagna il prodotto: "Architettura di tipo totalmente simmetrica e bilanciata con stadi differenziali; amplificatore di tensione con circuito cascode differenziale, un buffer ed un circuito differenziale alimentato con corrente costante da un generatore basato su di un cascode ibrido (jfet e triodo) per un totale di 5 valvole accoppiate in corrente continua….Il circuito finale e' composto da un buffer alimentato con una tensione duale stabilizzata che controlla i tubi finali in circuitazione contro fase…… Non e' previsto un anello di contro reazione che chiuda l'amplificatore dall'ingresso all'uscita ma un anello bilanciato e simmetrico sul controfase di soli 9 db che chiude le finali sul driver senza comunque comprendere il trasformatore d'uscita ….. Tutte le tensioni dei filamenti e anodiche (compresa l'anodica delle finali) e servizi sono stabilizzate da 8 circuiti regolatori differenti. In particolare il circuito di anodica delle finali dispone di un serbatoio energetico di circa 300 joule che consentono all'apparecchio spunti energetici in grado di fronteggiare qualunque transiente.
Continua su HI-FIGUIDE n. 7, Novembre 2007 ACQUISTA IL NUMERO ARRETRATO
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