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FINALE DI POTENZA A STATO SOLIDO A DUE TELAI ALOIA ST 13.01i DI FRANCESCO S. PICCIONE HI-FIGUIDE GOLD, The component State of the Art HI-FIGUIDE AWARD MINIMUM STANDARD APPROVED
Il mondo dell'hifi è costellato da una miriade di prodotti spesso inutili e mal funzionanti. Ogni tanto compare qualche oggetto, che sulla base delle sue intrinseche caratteristiche, si erge dalla massa e si fa notare, divenendo così un mito. Come il finale oggetto della nostra prova.
PREMESSA
Non ho mai potuto conoscere di presenza il finale ST 13.01i a due telai, con alimentazione separata induttiva. Immaginavo fosse un ottimo prodotto, in virtù soprattutto del suo nome che per noi audiofili è da sempre garanzia di ottimi risultati: Aloia.
Arrivato il momento di aggiornare il mio impianto, decisi di acquistare a scatola chiusa una coppia di finali per amplificare i pannelli dei medioalti del mio sistema di diffusione del suono, senza averli né visti, toccati con mano e, soprattutto, ascoltati. E fu una sorpresa!
LA PRODUZIONE ALOIA
La produzione è diversificata in due linee.
La GT Trading realizza con il marchio Aloia le elettroniche a stato solido con un procedimento misto tra l'alta industrializzazione e l'artigianato più raffinato. Di questa produzione HI-FIGUIDE ha provato il preamplificatore di punta PST 11.01i a due telai con alimentazione induttiva ed il finale ST 14.01, entrambi con lodevoli risultati. Vi è un altro preamplificatore di costo minore, il PST 10.01 ed un altro finale di maggiore potenza, l'ST 15.01i a due telai dalla potenza minima di 60 W/c ed il finale oggetto della prova. I costi di questi oggetti sono concorrenziali, soprattutto in rapporto alla qualità costruttiva ed alle prestazioni sonore.
Bartolomeo Aloia, invece, progetta e produce nel suo laboratorio di Moncalieri (TO), elettroniche soprattutto valvolari, alcune dalle prestazioni superlative come il VTA The Last da noi provato, amplificatore monofonico a valvole dal peso di oltre 50 Kg cadauno e dalla potenza di 60 W. Poi, il nuovissimo finale di riferimento, il Renaissance 2001 in Classe A, monofonico ibrido valvole e stato solido, da 100 W, dal peso ragguardevole ed il preamplificatore a valvole PVTA The Last, oggetti da sogno entrambi con alimentazione induttiva. Vi sono altre elettroniche, tra cui il pre pre Phono con RIAA passiva, di cui una piccola descrizione la trovate nell'impianto di Giorgio Capelli e diversi preamplificatori e finali sempre a valvole. Di notevole rilievo tecnico ed interesse sono pure i suoi diffusori. In particolare, l'Apocalipse Now nelle sue diverse versioni, è un diffusore che negli anni '80 era composto da tre mobili di notevoli dimensioni e che destò scalpore per essere stato oggetto di una prova particolare denominata Live Versus Recording Comparison, in cui si confrontava in tempo reale il suono di strumenti musicali ripresi dal vivo e subito riascoltati tramite il diffusore. I soliti maligni, dato il nome del diffusore ispirato ad un noto film degli anni '70, li ritenevano adatti per riprodurre solo concerti per elicotteri e mortaio, a testimonianza come negli anni '70 vi erano gli stessi imbecilli che sono stati riclonati oggi. L'ultimo Apocalipse Now di mia conoscenza era un mastodontico diffusore a due mobili separati per canale, con woofer da 38 cm di diametro, midrange allo Stato dell'Arte e tweeter isodinamico della Stage Accompany con sensibilità di oltre 96 dB/W/m (!)…..
CONTINUA SU HI-FIGUIDE N. 11, APRILE 2008 L'ABBONAMENTO AD HI-FIGUIDE IN PDF
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