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GLI INDIMENTICABILI FINALE DI POTENZA A VALVOLE MELOS TM 90 ST IL SUONO DELLE VALVOLE DI FRANCESCO S. PICCIONE MINIMUM STANDARD APPROVED
PREMESSA
La prova che vi accingete a leggere è particolare. Infatti, non mi limiterò a descrivere semplicemente un apparecchio tout court, ma approfitterò dell'occasione per svelare ai nostri lettori, delle sottili o evidenti differenze di suono tra un amplificatore a valvole ed uno a transistor. Per molti di voi la lettura dell'articolo sarà di prezioso ausilio alla maggiore comprensione dei meccanismi sonori. Per altri sarà una semplice conferma di quanto da loro ipotizzato. Per altri ancora una serie di spunti e riflessioni, da farne oggetto di dibattito in salotti, gruppo di discussione o mailing list. In ogni caso, questo scritto susciterà la solita serie di reazioni, sempre ben innescate quando si tratta di opera di Hi-FiGuide. Quindi, l'intento dell'articolo è semplice e duplice al contempo. Da un lato, si tratta di recensire in modo esaustivo un apparecchio audio di un certo lignaggio. Dall'altro, di esternare o di rendervi partecipe della mia posizione nei confronti di due stereotipi sonori: il suono delle valvole e quello dei transistor. Roba da dialogo eterno, cui spero di porre una sorta di sigillo.
Questa differenza sonora è stata ben restituita o evidenziata dal mio sistema di diffusione del suono. Grazie al suo 40% circa di efficienza, esso ci pone molto al di sopra degli altri sistemi di diffusori utilizzati dalle riviste audio specializzate, fornendoci garanzia di scansione ai raggi x del segnale ad esso inviato. Se considerate inoltre, il fatto che detto sistema si presenta come una pura resistenza nei confronti dell'amplificatore ad esso collegato, perciò costituendo un carico acustico di facilità estrema, unito al fatto che si attua il collegamento diretto tra il trasduttore ed il suo amplificatore, ecco allora che il cerchio si chiude e la prova d'ascolto considerarla assolutamente esauriente. Tenetevi forte: si parte per il regno degli ascolti di HFG.....
DESCRIZIONE
L'apparecchio oggetto della prova è un finale di potenza a valvole della Melos, ditta americana di quel di Dunnelen (New Jersey--USA) di cui oggi pare si sia persa ogni traccia. La Melos, per quanto il nome possa suonare strano a noi italici, non è (era) una ditta qualsiasi. Pensate che per tanto tempo, negli anni passati, un suo preamplificatore a due telai, credo il modello MA 222, è stato considerato un oggetto audio allo Stato dell'Arte dalla rivista americana The Absolute Sound, unica rivista concorrente di HFG in campo internazionale. Perciò, l'apparecchio hi-fi oggetto della prova, non è un apparecchio qualsiasi, ma trattasi di un finale di potenza realizzato da ditta di fama internazionale.
La produzione della Melos, comprendeva amplificatori e preamplificatori ibridi a valvole, oltre a lettori cd e convertitori separati. Tra questi, menzione particolare spetta al lettore cd Melos CD-T, giacché all'epoca (1988) fu uno dei primissimi (e pochi) lettori di cd con stadio analogico a valvole, molto ben sonante nonostante adottasse una meccanica di lettura della Philips che sappiamo essere scarse.
Bando alle chiacchiere e torniamo all'esame del nostro finale. Il Melos TM 90 ST, che vedete nelle foto tratte dal catalogo dell'epoca, poiché quelle da me scattate fanno letteralmente ridere, è un bel finale a valvole di medie proporzioni ma dal robusto peso, causato soprattutto dalla presenza dell'enorme toroidale di alimentazione: ben 23 Kg!!! Ammappete.…
Prossimamente su HFG in pdf. L'ABBONAMENTO AD HI-FIGUIDE IN PDF
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