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FINALE DI POTENZA A STATO SOLIDO MC CORMACK MICRO POWER DRIVE DI GIAN LUCA MARCHETTI Minimum Standard Approved
PREMESSA
La Mc Cormack è un'Azienda californiana, da anni ai vertici per quanto riguarda la produzione di elettroniche destinate alla riproduzione musicale. Di recente questo marchio è strettamente legato al nome Conrad-Johnson. Informazioni relative a queste due prestigiose Aziende sono facilmente reperibili sui rispettivi siti Internet, a cui Vi rimandiamo per eventuali curiosità.
L'oggetto di questa prova è il "piccolo" Micro Power Drive, un finale FET, JFET stereofonico configurabile anche in mono, creato con lo scopo di abbinare minimo ingombro ad elevata qualità. Scopo raggiunto? Vedremo..… Intanto rivolgo un sentito grazie al centro Break Point di La California, Livorno (www.pfa.it) ed in particolare ad Elena e Paola, che hanno concesso il finale in prova per molti giorni. Tale finale, peraltro, era inserito nel mio impianto di riferimento al momento della recensione del CD By Arrangement di Jim Hall......test tutt'altro che agevole...
DESCRIZIONE
Il Micro è "piccolo", in effetti, solo nelle dimensioni: ha infatti una veste compatta, ma robusta e molto curata nei dettagli, sia esterni che interni, come si può intuire dalle foto pubblicate. Il pannello frontale è in alluminio da 0.5 cm. Di buon spessore sono anche i pannelli laterali del cabinet, dotati di alette di raffreddamento disposte in modo elegante e razionale.. I pannelli superiori ed inferiori del cabinet sono di metallo di oltre 0.1 cm, piuttosto sordi alle sollecitazioni meccaniche. La struttura poggia su ben 5 piedini di ottima gomma morbida: uno di questi è posto in corrispondenza del trasformatore toroidale, con l'evidente scopo, raggiunto in pieno, di dare libero sfogo alle vibrazioni, modestissime, prodotte da quest'ultimo. Tale punto di appoggio è, oltretutto, quanto mai appropriato, visto che stabilizza una struttura che si sviluppa prevalentemente in profondità. Attenzione: nonostante tali sforzi costruttivi, sapete che la nostra rivista afferma l'obbligatorietà della disposizione degli apparecchi su soli tre punti di appoggio. Al tempo di questa prova, non ero ancora al corrente di tale posizione, per cui l'ascolto è stato effettuato con l'apparecchio poggiato sui suoi 5 piedi. Data la mia successiva esperienza in tema, potete certamente considerare migliorate molte delle mie impressioni di ascolto.
Sul pannello posteriore spiccano due ottimi connettori dorati per l'interconnessione con il pre e quattro morsetti serrafilo per i cavi di potenza, di qualità adeguata, dorati e robusti: essi accettano cavo spellato di almeno 0.5 cm di sezione e forcelle di qualità. Il cavo di alimentazione è sostituibile ed è ospitato da una bella vaschetta. Insomma...tutto ok!
Per quanto riguarda l'interno, credo che la foto dia l'idea di ordine e razionalità del progetto ma, poiché non sono un tecnico, rimando agli esperti ogni giudizio. Il mio sarà limitato all'impressione visiva e, si fa per dire, all'ascolto.
CONSIDERAZIONI A MARGINE DELLA PROVA DI ASCOLTO
La prova di ascolto, effettuata, come anticipato, nel mio impianto, ha visto dialogare piacevolmente il Micro Power Drive con il mio Threshold FET Nine: buon dialogo, veramente. Come ampli di confronto, reggetevi forte, un economicissimo Teac, buon integrato di cui non occorre parlare: basta sapere che è un buon esponente della sua categoria di appartenenza. Mi sembra di vedere qualche Lettore storcere il naso...per non parlare degli Specialisti del Settore..… Beh, sicuramente il mio confronto è provocatorio, ma ha un senso: quello di verificare una cosa, per me, assolutamente non scontata e, cioè, se un finale da oltre 4 milioni suoni veramente meglio di un integrato da 0.5 milioni. Ritengo, infatti che sia necessario fare valutazioni con confronti "in alto" ed "in basso" per avere un idea attendibile dell'esatto (che termine forte, nel settore Hi-Fi..) valore dell'oggetto in
Prossimamente su HFG in pdf. L'ABBONAMENTO AD HI-FIGUIDE IN PDF
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