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PROVE AUDIO
AMPLIFICAZIONE - COPPIE PREAMPLIFICATORE E FINALE

L'ABBONAMENTO AD HI-FIGUIDE
DATA PUBBLICAZIONE
09/03/2002

PREAMPLIFICATORE A VALVOLE
COPLAND CTA-301
FINALE DI POTENZA
ROTEL RB 971 MK II
LOGICA EVOLUZIONE
DI SILVIO GALLO
Minimum Standard© Approved

PREMESSA

Nei sogni di ogni appassionato di musica c'è un impianto audio in grado di riprodurre perfettamente i propri desideri.
Non i dischi o i cd, ma l'optimum che la mente è portata ad immaginare: l'interpretazione perfetta, la sublime carezza di un violino, il tocco di una percussione, l'intima vibrazione di una corda, la profondità di un acuto, in un connubio perfetto.
Questi sogni si tramutano inevitabilmente in incubi: mai nessun impianto e mai nessuna incisione riusciranno ad avvicinarsi all'utopica perfezione dei nostri intimi desideri. Quanto più sofisticato e costoso è l'impianto di riproduzione, quanto più curato e il posizionamento dei componenti e quanto più è spinta la ricerca degli accessori, tanto più si riesce a percepire qualche nota stonata o leggere sensazioni di incompletezza che lasciano con un po' di amaro in bocca.
E allora si comincia a pensare come fare per migliorare la timbrica o il realismo dell'impianto. Si consultano gli amici, si ascoltano impianti, si visitano fiere. Si acquista poi il nuovo cavo di tal marca, o si pensa alla sostituzione del gira cd, dei diffusori o dell'amplificatore.
Già, l'Amplificatore,  con l'iniziale maiuscola; vero cuore dell'impianto, il punto cardine attorno al quale ruota tutto il resto.

È qui che prima o poi ogni appassionato si ferma a riflettere: è l'amplificatore che, in vista poi di evoluzioni mirate per ogni componente, bisogna individuare in modo univoco, in modo da permettergli di ricoprire il ruolo di centro di gravità adesso e in futuro.
Fin qui non ci sono problemi: attualmente ci sono sul mercato delle macchine di rara purezza, in grado di dominare i diffusori più difficili senza nessuna fatica e di regalare ore e ore di grande musica, nel dominio della qualità e del rigore.
I tempi delle disquisizioni sulla distorsione o sui watt sono tramontati da tempo, almeno.tra i veri appassionati.

Ma quale amplificatore scegliere?
O meglio: su quale tipologia è meglio orientarsi per avere il massimo delle prestazioni? Panico!
Le possibilità di scelta nel campo dell'amplificazione sono veramente tantissime: valvole o transistor? Triodi o pentodi? Mosfet o bipolari? Controreazionato o no? Classe A o B? Integrato o a telai separati?
Comincia a girare la testa....

In effetti non esiste una regola precisa, ogni soluzione ha pregi e difetti che la fanno preferire ad un'altra. C'è da dire però che la tentazione di concedersi un'amplificazione a telai separati, magari a valvole, è forte. E allora perché no: un sacrificio a volte può regalare anni di felicità.
Bene, la decisione è presa, ma i costi per un'amplificazione a due telai (composta da un preamplificatore ed un amplificatore finale) sono spesso molto alti e questo è un potente freno inibitorio. E poi c'è il dilemma della tipologia: le valvole sono molto attraenti, ma potranno mai dare la potenza necessaria da permettere escursioni della manopola del volume oltre la fatidica metà corsa senza produrre distorsioni o appiattimenti? Una possibile soluzione c'è, e si chiama
preamplificatore a valvole su amplificatore finale a stato solido.

Per cominciare ad esplorare il mondo dei due telai ci si può orientare inizialmente sul mercato dell'usato, apparecchi di gran pregio sono disponibili a prezzi spesso molto inferiori alla loro classe e qualità.


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